Jimmy Rowles fa il suo omaggio a Count Basie suonando due canzoni strettamente associate a quel grande (grande anche come pianista, infatti). Il bello è come lo fa, ma come lo faccia io non sono certo di sapertelo dire. Ci provo. Rowles, uno dei pochi pianisti originali del jazz moderno, non è un pianista basiano e non si diverte qui a semplicemente inserire qualche stilema di Basie nel suo eloquio come, per dire, aveva fatto un altro grande pianista, Johnny Guarnieri, in certi dischi famosi di Lester Young.
In Lady Be Good e soprattutto in Topsy, Rowles «interpreta» Basie come un grande attore interpreterebbe Amleto od Osvald, senza scrupoli di verosimiglianza fisica, ma individuando i connotati e ciò che circonda il personaggio e che lo caratterizza nel dramma per farlo aderire a sé: fuor di metafora, Rowles isola alcuni usi ritmici e timbrici, pianistici, di Basie, e ha poi cura di inserirli nel proprio discorso che è collocato a sua volta in una cornice ritmica e in un ambiente sonoro – la sezione ritmica impeccabile, con l’immenso Red Mitchell – che alla ritmica di Basie si rifà espressamente: un quattro leggero, elastico, come quello della leggendaria All American Rhythm Section di Basie, Green, Page e Jones.
In Topsy il primo chorus d’improvvisazione, liquido e astratto, si direbbe quanto di più lontano dallo stile di Basie: ne è invece un’affettuosa ricreazione quasi per rifrazione, come un oggetto noto visto attraverso un acquario.
Topsy (Battle-Durham), da «Rare – But Well Done», [Liberty] EMI Japan TOCJ 50022. Jimmy Rowles, piano; Red Mitchell, contrabbasso; Art Mardigan, batteria. Registrato nel 1954.
Lady Be Good (Gershwin-Gershwin), id.
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sabato 22 agosto 2020
giovedì 16 ottobre 2014
Georgia On My Mind (Jimmy Rowles)
Ai pianisti jazz, quando suonano soli, piace riarmonizzare le composizioni; ci si aspetta che lo facciano, ed è un esercizio di virtuosismo musicale il farlo in modo insolito. Non sempre tuttavia l’esercizio è svolto con musicalità impeccabile e con un senso acuto della forma dell’improvvisazione, come lo è invece qui dal grande Jimmy Rowles.
Georgia On My Mind (Carmichael-Gorrell), da «The Piano Players», Xanadu 171. Jimmy Rowles, piano. Registrato il 15 marzo 1977.
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Georgia On My Mind (Carmichael-Gorrell), da «The Piano Players», Xanadu 171. Jimmy Rowles, piano. Registrato il 15 marzo 1977.
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sabato 31 agosto 2013
Our Delight - America The Beautiful - Moon Of Manakoora (Jimmy Rowles)
Grandi pianisti e pianoforti scassati, una classica ricorrenza nel jazz. Jimmy Rowles l’abbiamo appena sentito con Richie Kamuca; qui è in una serie di registrazioni private, live, effettuate nel 1968 a Burbank e pubblicate trent’anni dopo. Jimmy vi suona in piena libertà di stile e di repertorio con l’aria di divertirsi un mondo.
E ora un quiz la cui soluzione richiedo a Luca Conti: l’introduzione che Rowles appone qui a Our Delight, la notissima composizione di Tadd Dameron, è una sua invenzione, è un’altra canzone che non riconosco (mi sembra la cosa più probabile) o è forse proprio il «verse» di Our Delight, che io non ho mai sentito (ma non credo proprio)? Altra stranezza: il disco si conclude con una brevissima esecuzione di quella che è presentata nelle note come The Chess Players di Wayne Shorter, ma che palesemente è un’altra cosa, se questa lunga estate calda non mi ha appassito le orecchie.
Our Delight (Dameron), da «Our Delight», V.S.O.P. 99. Jimmy Rowles, piano; Chuck Berghofer, contrabbasso; Larry Bunker, batteria. Registrato nell’aprile 1968.
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America The Beautiful (Bates) - Moon of Manakoora (Ward), id.
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E ora un quiz la cui soluzione richiedo a Luca Conti: l’introduzione che Rowles appone qui a Our Delight, la notissima composizione di Tadd Dameron, è una sua invenzione, è un’altra canzone che non riconosco (mi sembra la cosa più probabile) o è forse proprio il «verse» di Our Delight, che io non ho mai sentito (ma non credo proprio)? Altra stranezza: il disco si conclude con una brevissima esecuzione di quella che è presentata nelle note come The Chess Players di Wayne Shorter, ma che palesemente è un’altra cosa, se questa lunga estate calda non mi ha appassito le orecchie.
Our Delight (Dameron), da «Our Delight», V.S.O.P. 99. Jimmy Rowles, piano; Chuck Berghofer, contrabbasso; Larry Bunker, batteria. Registrato nell’aprile 1968.
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America The Beautiful (Bates) - Moon of Manakoora (Ward), id.
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domenica 25 agosto 2013
A Dizzy Atmosphere - Hot House (Richie Kamuca)
Richie Kamuca (1930-1977), quel saxofonista così bravo e appartato, registrò questo disco come omaggio a Charlie Parker nel 1977, l’anno stesso della sua morte. A sottolinearne il carattere di rispettosa offerta, in quest’occasione volle usare il sax alto, non il tenore, che era il suo strumento. Non fece gran differenza: proprio come Parker le poche volte che aveva usato il sax tenore, Kamuca, con il contralto, suonava alla propria identica maniera. Diciamo che risulta piacevolmente inconsueto questo contralto cool, tranquillo, privo dei margini un po’ isterici che quasi sempre nel jazz moderno ne connotano sonorità e fraseggio, soprattutto in una Dizzy Atmosphere presa a tempo più comodo del solito.
Porta tutta l’attenzione che puoi e poi ancora agli accompagnamenti e agli assoli di Jimmy Rowles: di una sicurezza, di una misura del gesto e allo stesso tempo di un’audacia stilizzata e astratta da non potersi meglio definire che come vero e proprio saggio di sprezzatura di un grande musicista di jazz.
A Dizzy Atmosphere (Gillespie), da «Charlie», Concord CJ 96. Blue Mitchell, tromba; Richie Kamuca, sax alto; Jimmy Rowles, piano; Ray Brown, contrabbasso; Donald Bailey, batteria. Registrato nel 1977.
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Hot House (Dameron), id.
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Porta tutta l’attenzione che puoi e poi ancora agli accompagnamenti e agli assoli di Jimmy Rowles: di una sicurezza, di una misura del gesto e allo stesso tempo di un’audacia stilizzata e astratta da non potersi meglio definire che come vero e proprio saggio di sprezzatura di un grande musicista di jazz.
A Dizzy Atmosphere (Gillespie), da «Charlie», Concord CJ 96. Blue Mitchell, tromba; Richie Kamuca, sax alto; Jimmy Rowles, piano; Ray Brown, contrabbasso; Donald Bailey, batteria. Registrato nel 1977.
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Hot House (Dameron), id.
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