Visualizzazione post con etichetta Louis Armstrong. Mostra tutti i post
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giovedì 24 settembre 2020

Stars Fell on Alabama – Moonlight in Vermont (Ella Fitzgerald & Louis Armstrong)

 Stars Fell on Alabama (Parish-Perkins), da «Ella and Louis», Verve. Ella e Louis con Oscar Peterson, piano; Herb Ellis, chitarra; Ray Brown, contrabbasso; Buddy Rich, batteria. Registrato il 16 agosto 1956.

 Moonlight in Vermont (Blackburn-Suessdorf), id.

martedì 18 ottobre 2016

Willow Weep For Me (Louis Armstrong & Oscar Peterson)

 Willow Weep For Me (Ronell), da «Louis Armstrong With Oscar Peterson», Giants Of Jazz CD 53153. Louis Armstrong con Oscar Peterson, piano; Herb Ellis, chitarra; Ray Brown, contrabbasso; Louie Bellson, batteria. Registrato il 31 luglio 1957.

lunedì 11 aprile 2016

You’ve Been A Good Old Wagon (Bessie Smith & Louis Armstrong)

 Bessie Smith e Louis Armstrong, serve che dica altro? Spero proprio di no. Auguri alla cara ascoltatrice Luciana, che compie oggi gli anni.

 You’ve Been A Good Old Wagon (Smith-Bacon), da «The Complete Louis Armstrong & The Singers 1924/30», King Jazz 139. Bessie Smith con Louis Armstrong, cornetta; Fred Longhsaw, piano. Registrato il 7 gennaio 1925.

martedì 9 dicembre 2014

Fireworks – Beau Koo Jack – Muggles (Louis Armstrong)

 Tre aspetti diversi di Louis Armstrong in quel suo annus mirabilis, il 1928, dopo il quale, se anche si fosse ritirato dalla musica, si sarebbe trovato consegnato alla sua storia.

 Fireworks (Williams), da «Louis Armstrong And His Orchestra 1928-1929», Chronological Classics 570. Louis Armstrong And His Hot Five: Louis Armstrong, tromba; Fred Robinson, trombone; Jimmy Strong, clarinetto; Earl Hines, piano; Mancy Carr, banjo; Zutty Singleton, batteria. Registrato il 27 giugno 1928.



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 Beau Koo Jack (Hill-Armstrong), ib. Louis Armstrong And His Savoy Ballroom Five: Armstrong; Robinson; Don Redman, sax alto, arrangiamento; Hines; Dave Wilborn, banjo; Singleton. Registrato il 5 dicembre 1928.



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 Muggles (Armstrong-Hines) ib. Louis Armstrong And His Orchestra: Armstrong; Robinson; Strong; Hines; Carr; Singleton. Registrato il 7 dicembre 1928.



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sabato 26 aprile 2014

Manda – Go ’long, Mule (Louis Armstrong & Fletcher Henderson)

 Fresco fresco da Chicago, pronto a far spalancare le orecchie ai newyorkesi, Louis Armstrong registra le sue prime due facciate con l’orchestra di Fletcher Henderson nell’autunno del 1924. Niente ancora di proprio memorabile, ma soprattutto l’assolo di Louis in Go ’long, Mule mostra una continuità di discorso e una mobile vitalità ritmica che sono nuove (nonché la ricorrenza di una formula ritmica che gli sarà cara, due semiminime e una minima).

 Si ascoltano qui anche due assoli di Coleman Hawkins, ventenne, nello stile slap-tongued dell’epoca di cui successivamente l’«inventore del sax tenore» si sarebbe addirittura vergognato, e degli interventi belli e sicuri del trombonista Charlie Green.

 Manda (Blake-Sissle), da «Louis with Fletcher Henderson. The Complete Recordings Including All Known Alternate Takes 1924-25», Forte Record Productions. Louis Armstrong, cornetta; Elmer Chambers, Howard Scott, tromba; Charlie Green, trombone; Don Redman, sax alto, clarinetto, oboe; Coleman Hawkins, sax tenore, clarinetto; Fletcher Henderson, piano; Charlie Dixon, banjo; Ralph Escudero, tuba; Kaiser Marshall, batteria. Registrato il 7 ottobre 1924.



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 Go ’long, Mule (Creamer-King), id.



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domenica 13 aprile 2014

I’ve Got A Feeling I’m Falling (Louis Armstrong)

 Questa versione di I’ve Got A Feeling I’m Falling l’ho menzionata come indimenticabile qualche giorno fa, presentandone una d’autore, e non potevo dunque esimermi dal pubblicarla. Anche perché, ammetterlo mi costa, Louis Armstrong non è adeguatamente rappresentato su questo blog (non lo è nemmeno Charlie Parker, del resto, o Count Basie… o Stefano Bollani). Né compensa il fatto che qui di Louis se ne sentano due, per la via di una sovraregistrazione.

 L’interpretazione viene da un disco bellissimo tutto dedicato da Louis a Fats Waller e già ascoltato qui.

 I’ve Got A Feeling I’m Falling (Waller), da «Satch plays Fats», Columbia Legacy CK64927. Louis Armstrong, tromba; Trummy Young, trombone; Barney Bigard, clarinetto; Billy Kyle, piano; Arvell Shaw, contrabbasso; Barrett Deems, batteria; registrato il 3 maggio 1955.



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lunedì 28 gennaio 2013

Baby, Won’t You Please Come Home - Way Down Yonder in New Orleans (Louis Armstrong)

 Louis Armstrong colto nelle prime sue due tournée europee del dopoguerra. Il primo pezzo fu registrato a Trieste nel 1949, davanti a un pubblico di militari americani, con la formazione originale e più bella degli All Stars (il cantante, inconfondibile, è Teagarden), il secondo a Berlino nel 1952 con un line-up comunque di riguardo, in particolare Trummy Young.

 Louis è tutte e due le volte in forma eccellente, teste soprattutto il brillante assolo in Baby, Won’t You Please Come Home.

 Baby, Won’t You Please Come Home (Williams-Warfield), da «Louis Armstrong in Europe», MJCD 1087. Louis Armstrong, tromba; Jack Teagarden, trombone; Barney Bigard, clarinetto; Earl Hines, piano; Arvell Shaw, contrabbasso; Cozy Cole, batteria. Registrato a Trieste il 9 novembre 1949.



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 Way Down Yonder in New Orleans (Creamer-Layton), ib. Louis Armstrong, tromba; Trummy Young, trombone; Bob McCracken, clarinetto; Marty Napoleon, piano; Arvell Shaw, contrabbasso; Cozy Cole, batteria. Registrato a Berlino il 12 ottobre 1952.



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martedì 1 gennaio 2013

Love Is Here To Stay - Let’s Call The Whole Thing Off (Louis Armstrong & Ella Fitzgerald)

 Buon 2013 nel fausto segno di due coppie, Ella & Louis e i fratelli Gershwin. Scegli tu il proposito che t’ispira meglio: «l’amore è arrivato per restare», ovvero «mandiamo tutto a monte».

 Our Love Is Here To Stay (Gershwin-Gershwin), da «Ella And Louis Again», Verve 825 374-2. Ella Fitzgerald e Louis Armstrong con Oscar Peterson, piano; Herb Ellis, chitarra; Ray Brown, contrabbasso; Louis Bellson, batteria. Registrato il 23 agosto 1957.



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 Let’s Call The Whole Thing Off (Gershwin-Gershwin), id.



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domenica 30 dicembre 2012

Beale Street Blues - Memphis Blues (Louis Armstrong)

 Insieme con il disco dedicato alle canzoni di Fats Waller, che è dell’anno dopo, questo è uno dei più belli della «più che maturità» di Armstrong. Questa versione degli All Stars, pur non avendo Hines, Teagarden, Cozy Cole, accompagna benissimo Louis. Del resto Trummy Young e Billy Kyle non erano certo gli ultimi arrivati (e degli All Stars originali era comunque rimasto il grande ellingtoniano Barney Bigard).

 Beale Street Blues (W. C. Handy), da «Louis Armstrong Plays W. C. Handy», Columbia/Legacy 88697492012. Louis Armstrong con Trummy Young, trombone; Barney Bigard, clarinetto; Billy Kyle, piano; Arvell Shaw, contrabbasso; Barrett Deems, batteria. Registrato il 12 luglio 1954.



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 The Memphis Blues (W. C. Handy), id. Registrato il 13 luglio 1954.



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martedì 2 ottobre 2012

R.i.p. Eric J. Hobsbawm

 Il Many mi avvisa che è morto Eric J. Hobsbawm, il grande storico inglese; se ne va uno degli ultimi pezzi belli del Novecento.

 Gli appassionati di jazz hanno una ragione speciale per averlo caro. Hobsbawm amava il jazz, in particolare Louis Armstrong, e Jnp, seguendo il suggerimento del Many, gliene dedica rispettosamente questo pezzo.

 Basin Street Blues (Williams), da «The Chronological Louis Armstrong and His Orchestra 1928-1929», Classics 570. Louis Armstrong, tromba; Fred Robinson, trombone; Jimmy Strong, clarinetto; Earl Hines, piano & celesta; Mancy Cara, banjo; Zutty Singleton, batteria. Registrato il 4 dicembre 1928.



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lunedì 24 settembre 2012

Wild Man Blues (Johnny Dodds & Louis Armstrong) (Louis Armstrong) (Jelly Roll Morton)

 Riascoltando qualche giorno fa Brilliant Circles di Stanley Cowell, in cui la formazione si suddivide  ripetutamente in duetti e terzetti, mi è tornato alla mente Jelly Roll Morton e precisamente Wild Man Blues, una delle esecuzioni più celebrate dei Red Hot Peppers, questa piccola orchestra-laboratorio che non trova paragone, a mio giudizio, in tutta la storia del jazz.

 Morton arrivò ultimo a incidere Wild Man Blues nel giugno del 1927; nell’aprile e nel maggio precedenti, sempre a Chicago, l’aveva registrato Louis Armstrong, la prima volta come sideman di Johnny Dodds – presente in tutte e tre queste esecuzioni – nei Back Bottom Stompers, la seconda con gli Hot Seven. Quando uscì il disco di Morton, Louis rimase molto meravigliato nel trovare Morton accreditato come coautore della composizione: a suo dire, lui non avrebbe incontrato il pianista prima del 1936.

 Ti presento di seguito, in ordine cronologico, queste tre versioni. Fatta salva la prestazione sempre magnifica di Armstrong e quella intensa di Dodds, la versione più interessante e innovativa è quella di Morton, presa anche a un tempo più vivace.

 Wild Man Blues (Armstrong-Morton), da «King Louis», Properbox 93. Johnny Dodd’s Back Bottom Stompers: Louis Armstrong, cornetta; Roy Palmer, trombone; Johnny Dodds, clarinetto; Barney Bigard, sax tenore; Earl Hines, piano; Bud Scott, banjo; Baby Dodds, batteria. Registrato il 22 aprile 1927.



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 Wild Man Blues, ib. Louis Armstrong and His Hot Seven: Armstrong, Johnny Dodds, Baby Dodds; John Thomas, trombone; Lil Armstrong, piano; Johnny St. Cyr, banjo; Pete Briggs, tuba. Registrato il 27 maggio 1927.



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 Wild Man Blues, da «Jelly Roll Morton», JSP CD321. Jelly Roll Morton’s Red Hot Peppers: George Mitchell, cornetta; Gerald Reeves, trombone; Johnny Dodds, clarinetto; Stump Evans, sax alto; Jelly Roll Morton, piano; Bud Scott, chitarra; Quinn Wilson, tuba; Baby Dodds, batteria. Registrato il 4 giugno 1927.



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domenica 26 agosto 2012

[Extracurricolare] Armstrong sulla luna

È morto ieri Neil Armstrong. Ripubblico qui un Phantasiestuck che scrissi tre anni fa, in occasione del quarantennale della sua grande impresa.

 Quella notte di luglio famosissima  in cui Armstrong poggiò circospetto il bianco piedone sulla terra della Luna, e nel farlo pronunciò una fanfaluca compitatagli mesi prima dalle Pubbliche Relazioni della NASA, il mondo, come dicono i giornalisti in gamba, tirò un sospiro di sollievo. Per lo scrivente bambino, un’aspettativa torturante cominciò invece solo in quell’attimo: quanti minuti sarebbero trascorsi, fatta la tara all’esasperante barbosità di tutta la messinscena, prima che Armstrong si levasse il casco, rivolgesse all’universo buio, per illuminarlo, il suo sorriso invincibile e premesse le amatissime labbra a mestolo al bocchino della tromba per lasciar risuonare, ci avrei scommesso, la sublime cadenza d’apertura di West End Blues?  Oh l’idea meravigliosa e poetica: che il primo uomo sulla Luna fosse quel medesimo che quasi cinquant’anni prima più d’ogni altro aveva rivelato  al mondo, cambiandolo per sempre, il pianeta del jazz!

 Ma già vedendolo girarsi penosamente, raggiunto poi dall’oscuro collega Aldrin (che non conoscevo: c’era sì un Moz Aldrin,  clarinettista del Dixieland Revival, ma mi sapeva male che Satchmo si accompagnasse, nell’occasione, a uno strimpellatore di seconda schiera, bianco per di più), non capivo dove potesse tenere la custodia dello strumento. E il tempo passava, passavano le ore, che se ore erano qui da basso, filtrate dalla televisione fino al lago d’Orta, lassù dovevano essere settimane, almeno, mesi. Niente. Louis e quell’Aldrin si baloccarono con certe pietrazze, che ce n’era di meglio sagomate e di più vivo colore in riva alla Sesia; fecero un giretto, ciuf ciuf ciuf, su una goffa automobilina a pedali, anche poco dignitosa se vogliamo; poi risalirono la scaletta, e ciao Luna.

 Sì, certo, anch’io vidi nei giorni successivi, in televisione, sulla Gazzetta, quell’Armstrong contraffatto, con la faccia da odontoiatra o da vetrina di barbiere e quel che è peggio, bianco come me, anzi di più, e con due labbruzza invisibili che sul bocchino della tromba o della cornetta non avrebbero prodotto che un pflit! sputoso ed equivoco; e con una vocetta bianca da baco da seta. Che brutto scherzo. Che errore stupido: non il mio, ma quello di chi, potendolo fare – e sono certo che Louis, che non si era peritato di suonare perfino per i comunisti rossi dell’Unione Sovietica, non avrebbe rifiutato – , non aveva mandato sulla Luna Louis Armstrong. A suonare da là, per tutti i lunatici di lassù e di quaggiù, West End Blues, Stardust, Basin Street Blues, Lazy River

 Comunque Louis Armstrong sulla Luna c’è poi stato, forse per conto suo, non so, e ha suonato e cantato e ballato con la sua All Stars, che aveva Jack Teagarden al trombone ed Earl Hines al pianoforte. Io lo so per certo, perché  da allora l’ho sognato molte volte, e io sogno sempre solo cose vere, che sono successe veramente, dato che non ho fantasia. Una volta, con loro, c'erano anche Buster Keaton e Duke Ellington.

giovedì 26 gennaio 2012

Lonesome Blues (Louis Armstrong and His Hot Five)

  Louis, da quanto tempo!

  Lonesome Blues (Hardin), da «King Louis», Properbox 93. Louis Armstrong and His Hot Five: Kid Ory, trombone; Johnny Dodds, clarinetto; Lil Hardin, piano; Johnny St. Cyr, banjo. Registrato il 23 giugno 1926.



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lunedì 29 agosto 2011

Hesitating Blues (Louis Armstrong)

  Hesitating Blues (W. C. Handy), da «Plays W. C. Handy», Columbia CK 64925. Louis Armstrong e Velma Middleton con Trummy Young, trombone; Barney Bigard, clarinetto, Billy Kyle, piano; Arvell Shaw, contrabbasso; Barrett Deems, batteria. Registrato nel giugno 1954.



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martedì 7 giugno 2011

Chicago Breakdown (Louis Armstrong) (Air)

  Chicago Breakdown (Morton), da «King Louis», Properbox 93. Louis Armstrong and His Stompers: Louis Armstrong, Bill Wilson, cornetta: Honore Dutrey, trombone; Boyd Atkins, clarinetto; Joe Walker, sax alto; Albert Washington, sax tenore; Earl Hines, piano; Rip Bassett, banjo; Pete Briggs, tuba; Tubby Hall, batteria. Registrato il 9 maggio 1927.



  Donwload

  Chicago Breakdown, da «80 Below 82», Antilles J33D-20008. Trio Air: Henry Threadgill, sax alto; Fred Hopkins, contrabbasso; Steve McCall, batteria. Registrato il 13 gennaio 1982.



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lunedì 7 febbraio 2011

Savoy Blues (Louis Armstrong)

  Louis con gli HF e Lonnie Johnson alla chitarra.

  Savoy Blues (Ory), da «King Louis», Properbox 93-3. Louis Armstrong and His Hot Five: Louis Armstrong, cornetta; Kid Ory, trombone; Johnny Dodds, clarinetto; Lil Armstrong, piano; Lonnie Johnson, chitarra. Registrato il 13 dicembre 1927.

martedì 28 dicembre 2010

Loveless Love (Louis Armstrong)

  Louis Armstrong prepara l’esecuzione di Loveless Love con la sua All Stars per il disco dedicato alle composizioni di W. C. Handy.

  Loveless Love (Handy), da «Satchmo Plays W. C. Handy», Columbia CK 64925. Louis Armstrong; Trummy Young, trombone; Barney Bigard, clarinetto; Billy Kyle, piano; Arvell Shaw, contrabbasso; Barrett Deems, batteria; Velma Middleton, canto. Registrato nel luglio 1954.


giovedì 11 novembre 2010

I Ain’t Got Nobody (Louis Armstrong)

  Il tuo momento Armstrong, troppo a lungo rimandato. I Ain’t Got Nobody, il classico di Bert Williams (che ti ho già fatto sentire nell’esecuzione di Fats Waller) presa piuttosto uptempo nel 1929.

  I Ain’t Got Nobody (Graham-Williams), da «King Louis», Proper P 1469-1472 (1472). Louis Armstrong con Otis Johnson, Red Allen, tromba; J. C. Higginbotham, trombone; Albert Nicholas, clarinetto; Charlie Holmes, sax alto; Teddy Hill, sax tenore; Luis Russell, piano e arrangiamento; Will Johnson, chitarra; Pops Foster, contrabbasso; Paul Barbarin, batteria. Registrato il 10 dicembre 1929.

sabato 28 agosto 2010

Keepin’ Out Of MIschief Now I, II (Louis Armstrong)

  A distanza di ventitré anni, Louis Armstrong esegue questa canzone di Fats Waller, il cui chorus ha la misura insolita di venti battute. Nell’ultimo chorus della versione del 1955, Louis sovrappone alla voce la tromba.

  Keepin’ Out Of Mischief Now (Razaf-Waller), da «Satch plays Fats», Columbia Legacy CK64927. Louis Armstrong, Zilmer Randoplh, tromba; Preston Jackson, trombone; Lester Boone, George James, Albert Washington, ance; Albert Washington, piano; Mike McKendrick, chitarra; John Linsday, contrabbasso; Tubby Hall, batteria. Registrato il 26 aprile 1932.



  Keepin’ Out Of Mischief Now, ib. Louis Armstrong, tromba; Trummy Young, trombone; Barney Bigard, clarinetto; Billy Kyle, piano; Arvell Shaw, contrabbasso; Barrett Deems, batteria; registrato il 3 maggio 1955.



martedì 3 agosto 2010

Muggles (Louis Armstrong)

  Il momento Armstrong di questo mese. Muggles (è la marijuana) proviene dall’ultima seduta di registrazione effettuata da Louis Armstrong a Chicago prima del decisivo trasferimento a New York e usa la stessa formazione, gli Hot Five, di West End Blues. Anch’esso un blues, è introdotto nel suo caratteristico stile volubile e virtuosistico da Earl Hines, che comincia citando il suo Blues In Thirds. L’assolo di Louis, uno dei suoi più belli, è ricco di sottigliezze ritmiche, soprattutto nel break iniziale non accompagnato.

  Muggles (Armstrong-Hines), da «Louis Armstrong and His Orchestra 1928-1929», Classics 570. Louis Armstrong, tromba; Fred Robinson, trombone; Jimmy Strong, clarinetto; Earl Hines, piano; Mancy Cara, banjo; Zutty Singleton, batteria. Registrato il 7 dicembre 1928.