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giovedì 21 luglio 2016

[Guest post #63] Alessandro Achilli & Ed Blackwell (+ Branford Marsalis)

 Grazie ad Alessandro Achilli il guest post conosce una puntata di particolare impegno e interesse, diversa dalle altre, che ha richiesto al nostro amico non poco lavoro (e con questo caldo). Del resto, è un lavoro che consuona non solo con le passioni musicali di Achilli ma con la sua inesausta attività radiofonica.
 Caro Marco,
 ti invio questo guest post perché so che condividiamo la predilezione per Ed Blackwell.

 Si tratta di una trasmissione radiofonica su di lui, condotta da Branford Marsalis (il cui padre aveva suonato con Blackwell negli anni cinquanta), probabilmente per la National Public Radio: non direi una serie, anche se in rete non la si trova tutta unita ma frammentata in spezzoni che variano dal minuto e mezzo ai quattordici e rotti, per un totale di un’oretta scarsa.

 Provando a riunire gli spezzoni, ho visto che spesso il finale di uno spezzone era ripetuto all’inizio del successivo o talvolta accadeva  il contrario, cioè pareva mancare un qualcosa tra la fine di uno spezzone e l’inizio del successivo. Nel primo caso è stato facile giuntare eliminando la ripetizione; nel secondo non ho potuto fare altro che tenere il salto così com’era. La qualità di registrazione è bassa, soprattutto nelle interviste, che paiono registrate su cassetta con un walkman economico. Non escludo che la trasmissione risalga proprio al 1992, anno della morte di Blackwell.

 Branford Marsalis racconta Ed Blackwell

martedì 6 ottobre 2015

Chairman Mao (Old And New Dreams)

 Chairman Mao (Haden), da «Old And New Dreams», Black Saint 120 013-2. Old And New Dreams: Don Cherry, cornetta; Dewey Redman, sax tenore; Charlie Haden, contrabbasso; Ed Blackwell, batteria. Registrato nell’ottobre 1976.

martedì 5 maggio 2015

The Mysticism Of My Sound (Don Cherry)

 Molti amici di Jazz nel pomeriggio, più di quanti mi aspettassi, si sono rammaricati del dissesto del blog e mi hanno esortato affinché riprenda in qualche modo la programmazione. Anche per sentimento di gratitudine verso costoro, oggi ricomincio a pubblicare, ma non sono ancora persuaso. 
 Come si vedrà subito, ho dovuto cambiare server dopo la cattiva, anzi pessima prova che di sé ha dato DivShare. Ho provato diversi servizi e direi che il solo che si sia mostrato vagamente pari al compito sia FileFactory, il quale offre gratuitamente un servizio simile in apparenza, ma in realtà più limitato, meno perspicuo e più laborioso nell’uso di quello di DivShare. Tanto per cominciare, lo streaming del file musicale non avviene sulla pagine del blog, ma richiede, tramite il link che fornisco, di andare a casa di FileFactory. Il procedimento di pubblicazione, da moderatamente complesso qual era con DivShare, è diventato macchinoso. Resta poi il fatto per me spiacevole che le musiche che ho pubblicato dal maggio del 2010 fino all’11 marzo scorso siano e siano destinate a rimanere mute, annichilatesi con tutto quanto malaccortamente confidato a DivShare «nella misteriosa nullità del potenziale di terra» (Gadda).
 Insomma, questa è una soluzione molto provvisoria e un po’ arronzata, una mezza baracca a cui ricorro più per horror vacui e per non perdere i contatti con il mondo che per altro. Quello che finirò per fare sarà di aprire un sito nuovo e chiudere questo una volta per tutte, ma ci voglio pensare bene e senza fretta.
 Intanto, eccoti as it was l’ultimo post preparato quasi due mesi fa, appena prima del rovinoso crash. Ti chiedo di segnalarmi i malfunzionamenti.

 Qualche settimana fa abbiamo ascoltato un lungo assolo di Roscoe Mitchell, che impersona uno dei vertici di astrazione raggiunti dalla musica afroamericana.

 Oggi qui c’è un altro esempio di jazz informale, di qualche anno prima e di segno espressivo opposto, tutto volto alla comunicazione e all’immediatezza. Da questa seduta abbiamo già sentito tempo fa.

The Mysticism Of My Sound (Cherry), da «Mu - Second Part», [Actuel] Spot 544. Don Cherry, piano; Ed Blackwell, batteria, percussioni. Registrato il 22 agosto 1969.

domenica 31 marzo 2013

Everything Happens To Me - Dewey Square (Ed Blackwell)

 Quando dietro i tamburi sedeva Ed Blackwell il tempo era impeccabile e fantasiosamente scandito; intanto, fra il rullante e la zona di frequenze più bassa e scura, un mucchio di cose inesplicabili e affascinanti succedeva. Bravissimo anche Cameron Brown, il grande contrabbassista che si ascolta in tanti dischi di Archie Shepp e di George Adams/Don Pullen.

 Buona Pasqua!

 Everything Happens To Me (Adair-Dennis), da «Walls-Bridges», Black Saint 120153-2. Dewey Redman, sax tenore; Cameron Brown, contrabbasso; Ed Blackwell, batteria. Registrato il 27 febbraio 1992.



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 Dewey Square (Parker), id.



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mercoledì 7 novembre 2012

Brilliant Action - Terrestrial Beings (Don Cherry)

 Già nel 1969, a trentatré anni, Don Cherry aveva centrato al cuore la sua ispirazione più profonda. Avvenne quando incise a Parigi questi due celebrati volumi di duetti con l’altro ornettiano Ed Blackwell, batterista supremo.

 Nei dodici pezzi registrati un giorno di mezza estate, Cherry e Blackwell compendiano la comune esperienza con Ornette Coleman e prefigurano fra altre cose la c.d. world music con cui tanti, Cherry il primo, si sarebbero cimentati negli anni a venire, anche se mai con tanta freschezza poetica e schiettezza espressiva.
 «Mu» I e II restano anche, a mio giudizio, come gli esempi migliori del duo di uno strumento a fiato – ma Cherry suona anche il piano e i flauti di legno – con le percussioni, molto frequentato da nomi anche illustrissimi, soprattutto negli anni Settanta.

 C’è molto, in queste esecuzioni così apparentemente spontanee e disarmate. Ci torneremo.

 Brilliant Action (Cherry), da «Mu - First Part», [Actuel] Spot 515. Don Cherry, cornetta; Ed Blackwell, batteria. Registrato il 22 agosto 1969.



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Terrestrial Being, ib. ma Cherry suona il piano.



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venerdì 14 settembre 2012

T. & T. (Ed Blackwell & Ornette Coleman)

 Favoloso assolo di Ed Blackwell, in cui gli altri tre (il quartetto di Ornette nel breve passaggio di LaFaro) servono appena a dargli uno spunto marcatamente Latin che ritorna alla fine, trasfigurato. «Con una pulsazione irresistibile» ha scritto Gunther Schuller «ottenuta combinando astutamente ripetizioni e variazioni, [Blackwell] genera quel sentimento profondo, terreno e la continuità basata su motivi propri della musica per tamburi dei suoi progenitori».

 T. & T. (Coleman), da «Ornette!», Atlantic 8122-7314-2. Don Cherry, pocket trumpet; Ornette Coleman, sax alto; Scott LaFaro, contrabbasso; Ed Blackwell, batteria. Registrato il 31 gennaio 1961.



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