Richie Beirach e George Coleman può sembrare un accoppiamento poco giudizioso: un pianista, nel senso più vero, classicheggiante, e un hard bopper fegatoso, gladiatorio addirittura. Funziona bene, invece, soprattutto sul middle ground della bellissima composizione di Wayne Shorter, a parte che Beirach, quando vuole, suona con un notevole drive. A me piace anche il blues puntinista Rectilinear.
Infant Eyes (Shorter), da «Convergence», Triloka. George Coleman, sax soprano; Richie Beirach, piano. Registrato nel novembre 1990.
Rectilinear (Beirach), id.
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mercoledì 4 novembre 2015
lunedì 23 settembre 2013
Nardis (Richie Beirach)
È veramente bella e avventurosa questa versione di Nardis, la composizione attribuita ora a Bill Evans, ora a Miles Davis. Il trio di Richie Beirach, pianista già comparso qui, non è che la sezione ritmica del quartetto guidato all’epoca da David Liebman, Lookout Farm.
Nardis (Evans), da «Eon», ECM 1054. Richie Beirach, piano; Frank Tusa, contrabbasso; Jeff Williams, battria. Registrato L’11 novembre 1974.
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Nardis (Evans), da «Eon», ECM 1054. Richie Beirach, piano; Frank Tusa, contrabbasso; Jeff Williams, battria. Registrato L’11 novembre 1974.
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lunedì 29 aprile 2013
Impressiones intimas #1 - Música callada #6 - Around Música callada # 27 (Federico Mompou-Richie Beirach)
Tolgo quanto segue da un articolo più lungo, uscito anni fa su All About Jazz.
Federico Mompou (1893-1987), oggetto delle elaborazioni di questo trio euromericano, era catalano ma visse a lungo a Parigi. Il catalogo delle sue opere è dedicato con poche eccezioni al pianoforte solo. Le sue musiche non sono di ascolto frequente fuori dalla Spagna: le penalizza un carattere derivativo dagli impressionisti francesi, una somiglianza (piuttosto estrinseca) con la musica di Erik Satie e la mancanza di ambizione alle grandi forme, che lo ha confinato un po' nell’ambito, per quanto raffinato, del salon; a ciò andrà anche aggiunta una scomoda posizione storico-geografica, a seguire di una generazione la splendida fioritura pianistica iberica di Albeniz e di Granados.
L’interesse di un jazzista per Mompou risiederà principalmente nell’inflessione modale che a primo ascolto lo pone molto vicino a Satie. Ma la qualità emotiva ne è radicalmente diversa: mentre il francese esplorava alla sua maniera entomologica il territorio della «musica al quadrato», offrendo strutture formali quasi a nudo, deprivate di motivazioni espressive, Mompou è un melodista di abbandono squisito, per quanto di breve respiro; la melodia, il canto, sono le dominanti espressive che fanno scorrere in quel senso gli altri parametri musicali. Ma laddove la musica apparentemente disseccata, marcatamente simmetrica di Satie era in realtà fertile per l'apertura che implicava con elementi evocati in absentia, le melodie vaghe e infinite di Mompou ricadono in se stesse in maniera solipsistica, lievemente ossessiva - loro tenue fascino e loro limite. Detto ciò, il linguaggio armonico di queste melodie consuona in maniera a volte sorprendente con il jazz, nell'uso frequente, per esempio, di un accordo-sigla composto di sol bemolle, do, mi bemolle, la bemolle e re, dei modi succitati e di scale a toni interi.
Il fascino di queste ricreazioni ordite da Richie Beirach è quello della lontananza e del contrasto dai materiali d’origine. L’applicazione dell’improvvisazione e del timing jazzistico a queste brevi pagine pianistiche, col loro carattere di idillio, di miniatura conclusa in se stessa e schiva di sviluppi, finisce infatti con l’assumere carattere di fuga da esse, che si manifesta nel modo più brusco, ma più suggestivo esteticamente e musicalmente, quando i tre suonano con drive impressionante sopra il «quattro» infallibile di Mraz (Musica Callada #6, Musica Callada #1).
Impressiones intimas #1 (Mompou), da «Round About Federico Mompou», ACT 9296-2. Gregor Huebner, violino; Richie Beirach, piano; George Mraz, contrabbasso. Registrato nel maggio 2001.
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Música callada #6 (Mompou), id.
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Around Música callada # 27 (Beirach-Huebner), id.
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sabato 7 aprile 2012
Spring Is Here - Cadaques (Richie Beirach & Dave Liebman)
Richie Beirach e Dave Liebman sono compagni di lungo corso e insieme li abbiamo già sentiti in una situazione molto diversa da questa. Entrambi sono strumentisti di classe (Beirach, meno noto di quanto meriterebbe) e musicisti molto colti e intelligenti, a volte perfino troppo per la salute della loro musica. La situazione del duo pareva promettere poco; invece qui, nel 1978, i due propongono un set vario ed equilibrato. Qui senti la lettura personale di uno standard notissimo e quindi un original di Beirach reso in modo viscerale, anche per mezzo dell’overdubbing e di qualche effetto.
Spring Is Here (Rodgers-Hart), da «Omerta», Storyville STCD 4154. Dave Liebman, sax soprano; Richie Beirach, piano. Registrato il 9 giugno 1978.
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Cadaques (Beirach), ib. ma Liebman suona il sax tenore.
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Spring Is Here (Rodgers-Hart), da «Omerta», Storyville STCD 4154. Dave Liebman, sax soprano; Richie Beirach, piano. Registrato il 9 giugno 1978.
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Cadaques (Beirach), ib. ma Liebman suona il sax tenore.
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