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domenica 9 agosto 2020

Tangerine – Easy To Love (Gene Ammons)

 Per dirti di Gene Ammons oggi mi approprio delle parole di Mark Stryker, l’autore dell’interessante Jazz From Detroit (University of Michigan Press), in un’intervista di qualche tempo fa:
Come ho detto molte volte, nella presente didattica jazzistica non c’è problema che non si possa risolvere con un bombardamento a tappeto delle scuole di musica degli USA con i dischi di Gene Ammons (…). Se tutti i jazzisti, di qualsiasi stile, ascoltassero Gene Ammons che suona le ballad e il blues, farebbero del jazz migliore indipendentemente dal loro stile: fosse anche free.
 Tangerine (Schertzinger-Mercer), da «Jug», Prestige PRLP 7192. Gene Ammons, sax tenore; Richard Wyands, piano; Doug Watkins, contrabbasso; J. C. Heard, batteria; Ray Barretto, conga. Registrato il 27 gennaio 1961.

 Easy To Love (Porter), id.

sabato 25 aprile 2020

[Guest post #71] Sergio Pasquandrea & Billy Eckstine

Sergio Pasquandrea presenta per la prima volta su Jazz nel pomeriggio Billy Eckstine e ci dà una utile rinfrescata di storia del jazz.

 C’è tutta una narrazione sul bebop, secondo la quale i giovani musicisti dell’epoca, stanchi di suonare nelle orchestre, si misero a fare jam session nei localini di New York e, oplà, ecco venir fuori il bop.



 Non dubito che in tutto ciò ci sia una parte di verità, ma ce n’è probabilmente altrettanta di leggenda. Lo dimostra il fatto che il be bop fiorì in seno a orchestre come quella di Jay McShann (da cui uscì Charlie Parker), Lionel Hampton (dove passarono Charlie Christian e Dexter Gordon) e Earl Hines (dove c’erano, fra gli altri, Parker, Gillespie e una giovane Sarah Vaughan). E lo stesso Dizzy, appena ne ebbe l’occasione, mise in piedi la sua big band. Quando l’orchestra di Hines, nel 1943, si sciolse, a prenderne le redini fu il cantante (e trombettista) Billy Eckstine, che si ritrovò tra le mani una lineup formidabile: tra le ance passò gente come Gene Ammons, Dexter Gordon, Sonny Stitt, Lucky Thompson, Charlie Parker, Wardell Gray, Budd Johnson, Leo Parker; fra le trombe Dizzy Gillespie, Howard Mc Ghee, Kenny Dorham, Fats Navarro (ma fece capolino, come sostituto temporaneo, persino un giovanissimo Miles Davis); alla batteria c’era Art Blakey, alle voci Lena Horne, Sarah Vaughan, Earl Coleman.


 L’orchestra restò in piedi fino al 1947, poi «Mr B.», come si faceva chiamare Eckstine, si dedicò alla carriera solistica, sfruttando la sua voce vellutata, il suo charme e la sua eleganza per diventare uno dei più popolari uomini di spettacolo afroamericani dell’epoca (e chissà perché il suo nome è così poco menzionato nelle storie del jazz).

 In questo Blowing The Blues Away, inciso nel 1944, si possono ascoltare Gene Ammons e Dexter Gordon (rispettivamente 19 e 21 anni) impegnati in una «chase», più un ventisettenne Dizzy Gillespie che fa scintille sul finale.
L’intro è del bravo e sottovalutato pianista John Malachi (1919-1987), che poi scelse di autoesiliarsi dal grande giro del jazz e di stabilirsi a Washington, dove fu un generoso mentore per molti giovani musicisti.


 Blowing The Blues Away (Eckstine-Valentine), da «Billy Eckstine and His Orchestra, 1944-1945», Chronological 914. Billy Eckstine con Dizzy Gillespie, Gail Brockman, Boonie Hazel, Shorty McConnell, tromba; Alfred «Chips» Outcalt, Gerald «Jerry» Valentine, Howard Scott, Taswell «Joe» Baird, trombone; Bill Frazier, John Jackson, sax alto; Dexter Gordon, Gene Ammons, sax tenore; Leo Parker, sax baritono; Connie Wainwright, chitarra; John Malachi, piano; Tommy Potter, contrabbasso; Art Blakey, batteria. Registrato nel 1944.

venerdì 14 febbraio 2020

Exactly Like You (Gene Ammons)

 Dico il vero, non conosco bene Gene Ammons, anche se l’ho presentato su Jnp più di una volta e in un’occasione ne ho addirittura fatto l’oggetto di un quiz, tanti anni fa (sai che fra tre mesi Jazz nel pomeriggio finirà i dieci anni?).

 Comunque Ammons è quasi un archetipo del sax tenore; se penso astrattamente al suono di quello strumento nel jazz, mi viene alla mente e alle orecchie un suono come io suo: caldo, al tempo stesso umano e monumentale e in una vena decisamente lirica.

 Exactly Like You (Fields-McHugh), da «Jug», Prestige PRLP 7192. Gene Ammons, sax tenore; Richard Wyands, piano; Doug Watkins, contrabbasso; J. C. Heard, batteria; Ray Barretto, conga. Registrato il 27 gennaio 1961.

mercoledì 11 febbraio 2015

A House Is Not A Home – What’s Going On (Gene Ammons)

 1971, and how. Gene Ammons, sax tenore con una di quelle sonorità che da sole riempie un’ascensore, suona una canzone di Bacharach e poi una di Marvin Gaye nella cornice funky-leccata di cui in quegli anni parecchi jazzisti gradivano offrirsi contornati. L’esperimento, devo dire, riesce meglio ad Ammons che ad altri, proprio per il peso specifico della sua voce e per la franchezza anche un po’ sboccata dell’eloquio.

 Light fare, ma ogni tanto a me piace. Arrangiamenti e direzione di Bill Fischer.

 A House Is Not A Home (Bacharach-David), da «My Way», Prestige PR 10022. Gene Ammons, sax tenore; Roland Hanna, piano elettrico. Registrato il 26 luglio 1971.



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 What’s Going On (Gaye-Cleaveland-Benson), ib. Gene Ammons; Robert Prado, Ernie Royal, tromba; Garnett Brown, trombone; Richard Landry, sax tenore; Babe Clark, sax beritono; Roland Hanna, piano elettrico; Ted Dunbar, chitarra; Chuck Rainey, basso elettrico; Idris Muhammad, batteria; Omar Clay, percussioni; Yvonne Fletcher, Patricia Hall, Loretta Ritter, Linda Wolfe, coro; archi.



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giovedì 10 aprile 2014

Jim Dog (Gene Ammons & Bennie Green)

 Piacendo a noi il jazz, ci piacciono dunque le voci strumentali robuste anzi grasse, colorite e anche un po’ sporche. Ovvio dunque che, fra i tromboni, ci piaccia molto quello di Bennie Green, come abbiamo già mostrato altre volte, e dei saxofoni ci piaccia Gene Ammons, che fra i tenori – e il tenore è il re dei saxofoni, indiscutibilmente – ha avuto una delle sonorità più grandi, «come un grattacielo di trenta piani», qualcuno scrisse. Apprezza in questo blues – oltre a Green, a Ammons (primo solista e poi ancora l’assolo dopo Flanagan) e ai due Frank di Basie – Nat Adderley, il cornettista-folletto che si ascolta sempre con sorpresa e piacere.

 Misteriosamente, Gene Ammons è comparso su Jazz nel pomeriggio finora una sola micragnosa volta, in un quiz per giunta. Ma ci sarà tempo, visto che Jazz nel pomeriggio ha in animo di continuare ancora per qualche decennio, minimo – a questo punto non credo che la vita mi riservi altre cose più eccitanti da fare.

 Jim Dog (Ammons), da «The Swingin’est», Collectables COL-CD-7171. Nat Adderley, cornetta; Gene Ammons, Frank Wess, Frank Foster, sax tenore; Tommy Flanagan, piano; Eddie Jones, contrabbasso; Albert Heath, batteria. Registrato il 12 novembre 1958.



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martedì 1 novembre 2011

Blue Hymn (Gene Ammons) [Era: Quiz #18]

  Era Gene Ammons e, senza nominarlo e con sfoggio di finta modestia, tanto per cambiare l’ha indovinato Paolo il Lancianese (il padre a cui allude è Albert Ammons, con Jimmy Yancey e Meade Lux Lewis uno dei tre grandi pianisti del boogie).

  Blue Hymn (Ammons), da «Big Sound», Prestige/OJCCD 651-2. Gene Ammons, sax tenore; Jerome Richardson, flauto; Mal Waldron, piano; George Joyner, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 3 gennaio 1958.



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