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lunedì 14 agosto 2017

Nights At The Turntable – Walkin’ Shoes (Gerry Mulligan & Chet Baker)

Ho scritto questo pezzetto, con altri simili, per una rivista che l’anno scorso ha avuto vita meno che breve, ed è stato un peccato; al che puoi imputare un certo didascalismo  di norma estraneo a Jnp, che si rivolge a lettori evoluti. Absit iniuria.

 Il quartetto «pianoless» di Gerry Mulligan nella sua formazione originale con Chet Baker alla tromba durò meno di due anni, fra il 1952 e il ’53, ma s’incise indelebile, prima ancora che nella storia del jazz, nella coscienza collettiva, ideale colonna sonora di un momento e di un luogo, la California meridionale, anche se il suo successo sarebbe stato mondiale e avrebbe diffuso innumerevoli emuli e imitatori, più ancora in Europa che in America.

 Mulligan, nato nel 1927 e affermatosi giovanissimo come dotato arrangiatore e compositore al tramonto dello Swing e poi con il nonet di Miles Davis, si trovò di contraggenio, lui così individualista, a essere caposcuola di quella declinazione quasi esclusivamente bianca del cool jazz che prese il nome di «West Coast jazz», dalla costa della California, e che dal 1952 per circa un quinquennio riportò il jazz a livelli di popolarità che non aveva più conosciuto dopo l’epoca delle big band. Riconciliò infatti il pubblico bianco middle class con la musica afroamericana, fosse pure in una versione molto temperata, per non dire sedata.

 Ma le ambizioni di Mulligan erano più vaste e quell’etichetta non gli piacque mai. Fatto è che la musica del quartetto, in cui fece colpo la mancanza del pianoforte, mostrava in pezzi quali Bernie’s Tune, Walking Shoes, Nights at the Turntable tutti i caratteri della West Coast che presto sarebbero diventati formulari nelle mani di musicisti meno originali, attivi a Los Angeles e negli studios di Hollywood: dinamiche quiete, uno swing rilassato, semplicità ritmica quasi pre-moderna, melodie elaborate ma cantabili, armonie raffinate e colori sommessi, voci interne e accenni di contrappunto e, caratteristica questa tipicamente mulliganiana, una vena particolare di umorismo, quasi di clownerie.

 Contraltare assai indovinato al sax baritono di Mulligan fu Chet Baker, subito dipinto come un James Dean del jazz, trombettista musicalmente analfabeta ma d’istinto melodico infallibile, che nei gusti di critica e pubblico, in quei pochi mesi assolati e un po’ storditi, superò perfino, incredibile dictu, Miles Davis.

 Nights at the Turntable (Mulligan), da «The Best of the Gerry Mulligan Quartet with Chet Baker», Pacific Jazz CDP 7 95481 2. Chet Baker, tromba; Gerry Mulligan, sax baritono; Bob Whitlock, contrabbasso; Chico Hamilton, batteria. Registrato il 15 o 16 ottobre 1952.

 Walkin’ Shoes (Mulligan), id.

martedì 10 gennaio 2017

[Guest post #67] Carlo Tosetti & Chet Baker

 Il guest post di oggi mi rallegra per tre ragioni incatenate: la prima, perché è una poesia e per giunta nella forma della terzina dantesca, o incatenata (ababcb…), cioè, insieme con la canzone e con il sonetto, la più illustre della nostra poesia; la seconda, perché  di uno dei miei poeti preferiti, amico mio e di Jazz nel pomeriggio, Carlo Tosetti, che era in credito di un guest post da Natale; infine, perché le terzine sono dedicate a un personaggio che mi è caro, la mia cagnetta Bruna, colta qui miracolosamente al vivo, e sono conteste di riferimenti non solo a lei ma anche a casa mia, riferimenti che solo qualcuno potrà cogliere: ma le terzine sono godibili da tutti, così come la tromba di Chet Baker.

Terzine per Bruna

Cercavo silenzio allo Stadera,
risoluto che nel ritmo, la notte,
(asincrona sbatte una portiera)

nello strascico delle buie rotte,
la pace antica regni verace,
ruota di carro, rotolar di botte,

è invece la nenia efficace,
il rodere i legni e braccioli,
di Bruna dal muso tanto mordace,

per temprare dei denti i boccioli,
remota la lepre della prateria,
nemmeno una scala a pioli,

è un pratico strazio la libreria,
il disgregare le plastiche nuove,
aver di corrosione maestria.

                               Carlo Tosetti


 Silence (Haden), da «Silence», Soul Note 121172-1. Chet Baker, tromba; Enrico Pieranunzi, piano; Charlie Haden, contrabbasso; Billy Higgins, batteria. Registrato nel novembre 1987.

venerdì 7 ottobre 2016

Summer Sketch – An Afternoon At Home (Russ Freeman & Chet Baker)

 Russ Freeman (1926-2002) si notava sempre per la fantasia del suo contributo, che qui è anche di compositore; nel 1956 condivide la leadership con Chet Baker, già suo boss, e suona quasi tutte sue composizioni.

 La prima che senti è in forma ABCA, armonicamente flessuosa e metricamente ambigua nella sezione C, ed è presentatata senza improvvisazione. La melodia «siede» benissimo sulla tromba di Baker e nella prima sezione ricorda stranamente, rallentata, la canzone dell’insopportabile film del 1960 «The World Of Suzie Wong». Il pezzo è molto suggestivo di una tarda estate sud-californiana, con tutte le percezioni rallentate da qualche ipnotico. Come nel miglior West Coast jazz, quell’apparente relax cela qualcosa di poco chiaro, se non di sordido.

 An Afternoon At Home è West Coast quintessenziale, l’assolo di Russ è estroso, astringente e pieno di swing e la sezione ritmica è West Coast della più classica e felice.

 Summer Sketch (Freeman), da «Quartet: Russ Freeman/Chet Baker», Pacific Jazz 1232. Chet Baker, tromba; Russ Freeman, piano; Leroy Vinnegar, contrabbasso; Shelly Manne, batteria. Registrato il 6 novembre 1956.

An Afternoon At Home (Freeman), id.

giovedì 6 novembre 2014

Baby Breeze – This Is The Thing – One With One (Chet Baker)

 Un po’ di Chet Baker in un momento di cinquant’anni fa che lo trovò in buonissima forma hard bop.

 Con lui c’è il grande, e da noi molto apprezzato, Frank Strozier, c’è Phil Urso, costante collaboratore di Baker fin dal decennio prima, e al pianoforte c’è Hal Galper, sentito qualche mese fa con Sam Rivers, il quale provvede anche un paio di dinamici temi (This Is The Thing è What Is This Thing Called Love travisata). In questo disco Chet suona molto fluidamente il flicorno, perché la tromba gliel’avevano fregata, o l’aveva venduta o chissà.

 Baby Breeze (R. Carpenter), da «Baby Breeze», Verve. Chet Baker, flicorno; Frank Strozier, sax alto; Phil Urso, sax tenore; Hal Galper, piano; Michael Fleming, contrabbasso; Charlie Rice, batteria. Registrato il 14 gennaio 1965.



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 This Is The Thing (Galper), id.



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 One With One (Galper), id. Strozier suona il flauto.



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giovedì 6 marzo 2014

Time On My Hands (Chet Baker & Bill Evans)

 «Legendary Sessions», proclama il titolo del disco. «Anche meno», verrebbe da dire: fra l’altro, tanto legendary che le note di copertina non sanno nemmeno specificare chi sia il batterista. Comunque qui suonano tutti bene, ci mancherebbe.

 Time On My Hands (Adamson-Gordon-Youmans), da «The Complete Legendary Sessions», American Jazz Classics 99005. Chet Baker, tromba; Bill Evans, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Connie Kay o Philly Joe Jones, batteria. Registrato il 19 gennaio 1959.



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mercoledì 1 agosto 2012

Old Devil Moon (Chet Baker)

 Dicono che Chet Baker «piaccia un po’ a tutti» e che con il suo canto riesca a rendere accetto il jazz  addirittura alle donne.

 Allora, oggi primo agosto, per non dispiacere a nessuno e a nessuna, ecco Chet Baker in una seduta del 1986, uscita postuma. In questa Old Devil Moon, però, Baker non canta: io, scusami tanto, le voci bianche le reggo poco.

 Old Devil Moon (Lane-Harburg), da «Chet In Chicago», Enja ENJ 9524 2. Chet Baker, tromba; Bradley Young, piano; Larry Gray, contrabbasso; Rusty Jones, batteria. Registrato l’11 maggio 1986.



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domenica 2 ottobre 2011

Polka Dots and Moonbeams (Chet Baker)

  Non vuole finire mai, questa estate.

  Polka Dots and Moonbeams (Van Heusen-Burke), da «In New York», Riverside/DCC GZS-1101. Chet Baker, tromba; Al Haig, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Philly Joe Jones, batteria. Registrato nel settembre 1958.



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venerdì 5 agosto 2011

Imagination (Chet Baker)

  Imagination (Burke-Van Heusen), da «The Complete 1955 Holland Concerts», Lone Hill LHJ10334. Chet Baker, tromba; Dick Twardzik, piano; Jimmy Bond, contrabbasso; Peter Littman, batteria. Registrato il 18 settembre 1955.



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lunedì 21 febbraio 2011

Indian Summer (Chet Baker)

  Chet Baker e Dick Twardzik al principio della tragica tournée europea da cui Twardzik non sarebbe tornato vivo.

  Indian Summer (Herbert-Dubin), da «The Complete 1955 Holland Concerts», Lone Hill LHJ10334. Chet Baker, tromba; Dick Twardzik, piano; Jimmy Bond, contrabbasso; Peter Littman, batteria. Registrato al Concertgebouw di Amsterdam il 17 settembre 1955.