Borah Bergman (1933) è una delle figure più originali sedutesi al pianoforte negli ultimi trent’anni. Fa una musica difficile, della quale è difficile anche solo parlare. In attesa che me ne senta capace (tu, come sempre, sentitene libero/a), eccone un breve saggio, tratto dall’ultimo dei suoi quattro dischi per piano solo, inciso a Milano.
Ballad of a Child Alone (Bergman), da «Upside Down Visions», Soul Note 121080-2. Borah Bergman, piano. Registrato nell’ottobre 1984.
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sabato 9 giugno 2012
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