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sabato 3 aprile 2021

Love Song (Tony Williams)

 Restiamo un momento su Sam Rivers nel ruolo, ricordato anche ieri, di sideman di Tony Williams in due grandi Blue Note degli anni Sessanta (l’altro s’intitola «Life Time»). Ma piuttosto che dirtene io, lascio che a parlarne sia Ethan Iverson, così come lo fece molti anni fa sul suo bellissimo blog.

Love Song è il solo pezzo del disco con una struttura accordale per l’improvvisazione; qui Rivers, Peacock, Williams e Herbie Hancock attentano un 5/4. Credo che sia il primo cinque del jazz che non affermi pedestremente il metro a ogni battuta, come fa Take Five. Incredibilmente, non temono di perdersi e in qualche modo riescono a destreggiarsi agevolmente nel cinque con alcune battute in tre. Non sempre azzeccano la forma, ma proprio qui è la magia di tutta la musica di quest’epoca con Williams e Hancock: se ne infischiano se per un attimo smarriscono la strada. Questo modo di suonare si sentì per pochissimi anni dei Sessanta, prima che il vernacolo straight-ahead lo bandisse.

 Love Song (Williams), da «Spring», Blue Note CDP 7 46135-2. Sam Rivers, sax tenore; Herbie Hancock, piano; Gary Peacock, contrabbasso; Tony Williams, batteria. Registrato il 12 agosto 1965.

venerdì 2 aprile 2021

Ecstasy – Bliss (Sam Rivers)

 Oggi free jazz con Sam Rivers nel 1977. La seconda metà degli anni Settanta fu il momento del suo grande successo internazionale, forse più in Europa che negli USA dove pure, a New York, Rivers fu una figura importante della loft scene. In Italia era di casa, per lo più in trio: io ricordo di averlo sentito, nel 1978, con Dave Holland e Thurman Barker, ma più spesso Rivers aveva in quegli anni alla batteria Barry Altschul, che con Holland costituiva proprio allora la ritmica dei complessi di Anthony Braxton, anche lui molto sovente in Italia nel periodo (Rivers, Braxton, Holland e Altschul si ascoltano tutti insieme nel disco ECM di Holland «Conference of the Birds» del 1972).

 Rivers è un musicista importante di cui Jazz nel pomeriggio non si è occupato quanto di Braxton, che può considerarsi una vera sua controparte; e quando l’ha fatto, è stato soprattutto per i suoi esordi in ambito di hard bop avanzato per la Blue Note in dischi bellissimi come «Fuchsia Swing Song», «A New Conception» e «Contours», oltre che nel magnifico «Spring» di Tony Williams. Venne fuori molto tardi, perché era del 1923, ma per anni raccontò di essere nato nel 1930; più che vanitoso, io ritengo che fosse imbarazzato da un certo gap generazionale con i freemen di prima generazione (Ornette, per dire, era del ’30, Cecil Taylor del ’29) e tanto più con quelli di seconda come Braxton (1945) e i chicagoani dell’AACM. 

 Una volta io ho definito lo stile di Sam Rivers «fra Coltrane e un Ayler di belle maniere», che non è molto più di una callida iunctura; se ci ripenso oggi, inoltre, la musica di Ayler mi sembra proprio abitare altrove. Il fatto è che in quello scorcio di anni Settanta in cui il jazz avanzato era rappresentato dagli uomini dell’AACM, dalla Wunderkammer braxtoniana e dagli europei più astratti o più abrasivi, Rivers risaltava come un musicista di grande e spontanea espressività, di quelli che la convenzione giornalistica definisce «viscerali» e oppone ai «cerebrali»; le sue smoderate esibizioni, in cui suonava tenore, soprano, flauto e pianoforte, avevano una carica immensa di energia che si trasmetteva al pubblico.

 Ecstasy (Rivers), da «Paragon», Fluid Records. Sam Rivers, sax tenore; Dave Holland, contrabbasso; Barry Altschul, batteria, percussioni. Registrato il 18 aprile 1977.

 Bliss (Rivers), id. ma Rivers suona il flauto, Holland il violoncello.

lunedì 3 febbraio 2020

Tingle (Sam Rivers)


 Sam Rivers pianista te l’avevo già fatto sentire? Non credo e rimedio qui. Rivers è ripreso con uno dei suoi complessi più classici a Parigi nel 1977.

 Tingle (Rivers), da «Paragon», Fluid Records. Sam Rivers, piano; Dave Holland, contrbbasso, violoncello; Barry Altschul, batteria. Registrato il 18 aprile 1977.

martedì 1 aprile 2014

Detour Ahead (Sam Rivers)

Ecco Sam Rivers nel 1966 che suona, molto insolitamente per lui, uno standard, la bellissima Detour Ahead che fu cantata fra le altre da Billie Holiday.

 A differenza di Anthony Braxton, che agli standard avrebbe dedicato dischi interi, Rivers non li avrebbe avuti in repertorio; ma ascoltandolo qui, in queste versioni pur non certo convenzionali, si vede come la loro esecuzione gli riuscisse ben più spontanea che a Braxton e in definitiva più significativa. Certo, è naturale che Rivers – nato nel 1923 – avesse con gli standard un rapporto più stretto e immediato del collega (del ’45).

 Nota la presenza dell’ottimo Hal Galper al piano e di un batterista non meno bravo, morto giusto un anno fa, Steve Ellington. Duke era suo prozio.

 Detour Ahead (Carter-Ellis-Frigo), da «A New Conception», Blue Note. Sam Rivers, flauto, sax tenore; Hal Galper, piano; Herbie Lewis, contrabbasso; Steve Ellington, batteria. Registrato l’11 ottobre 1966.



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martedì 7 maggio 2013

Mellifluous Cacophony (Sam Rivers)

 Dalla breve intensissima stagione Blue Note di Sam Rivers, che per l’etichetta di Lion e Wolff fu anche sideman di Tony Williams in due dischi bellissimi di quegli anni. Il titolo di questo pezzo pare compendiare il cauto avanguardismo di Rivers nei primi Sessanta.

 Fa’ caso (anche con una ricerca su Jnp) a quante sedute importanti del periodo si siano giovate del drumming di Joe Chambers, e spesso anche delle sue composizioni.

 Mellifluous Cacophony (Rivers), da «Contours», Blue Note 72438 66744 2 5. Freddie Hubbard, tromba; Sam Rivers, sax tenore; Herbie Hancock, piano; Ron Carter, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato il 21 maggio 1965.



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giovedì 19 aprile 2012

Downstairs Blues Upstairs (Sam Rivers)

  Downstairs Blues Upstairs (Rivers), da «Fuchsia Swing Song», Blue Note BLP 4184. Sam Rivers, sax tenore; Jaki Byard, piano; Ron Carter, contrabbasso; Tony Williams, batteria; Registrato l’11 dicembre 1964.



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sabato 31 dicembre 2011

Love Song (Sam Rivers & Tony Williams)

  Come saprai, a 88 anni è morto Sam Rivers (trafiletto di quattro righe sul Corriere della Sera. Sulla stessa pagina, tre colonne di taglio basso, con fotografia, per il tributo di Umbria Jazz a… Celentano).

  Se ti faccio ascoltare oggi questo pezzo, tratto da uno dei due Blue Note di Tony Williams di cui ti dicevo un paio di settimane fa, non è per tributo alla memoria, ma perché sono andato a riascoltarlo dopo averlo trovato citato da Ethan Iverson sul suo blog e l’ho trovato effettivamente bellissimo. Riporto qui quanto ne dice Iverson:

  Love Song è il solo pezzo del disco con una struttura accordale per l’improvvisazione; qui Rivers, Peacock, Williams e Herbie Hancock attentano un 5/4. Credo che sia il primo cinque del jazz che non affermi pedestremente il metro a ogni battuta, come fa Take Five. Incredibilmente, non temono di perdersi e in qualche modo riescono a destreggiarsi agevolmente nel cinque con alcune battute in tre. Non sempre azzeccano la forma, ma proprio qui è la magia di tutta la musica di quest’epoca con Williams e Hancock: se ne infischiano se per un attimo smarriscono la strada. Questo modo di suonare si sentì per pochissimi anni dei Sessanta, prima che il vernacolo straight-ahead lo bandisse.

Love Song (Williams), da «Spring», Blue Note CDP 7 46135-2. Sam Rivers, sax tenore; Herbie Hancock, piano; Gary Peacock, contrabbasso; Tony Williams, batteria. Registrato il 12 agosto 1965.



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lunedì 2 maggio 2011

Sugar Ray (Phineas Newborn) - Zip (Sam Rivers) [era: Quiz #10]

  I quiz stavolta sono due, graduati per difficoltà crescente. Sul primo nessuno dovrebbe incontrare vere difficoltà (lo dico, si capisce, per innervosirti); il secondo è forse all’altezza di Paolo il Lancianese, comunque niente d’impossibile: chiedo di conoscere almeno il nome del pianista nel primo e del saxofonista nel secondo. Si tratta ad ogni modo di due pezzi bellissimi, da godersi anche alla cieca. La soluzione, lunedì 2 maggio in mattinata.

  Aggiornamento: tanto per cambiare, i quiz sono stati risolti da Paolo il Lancianese.

  Sugar Ray (Newborn), da «We Three», Prestige/OJCCD-196-2. Phineas Newborn, piano; Paul Chambers, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 14 novembre 1958.



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  Zip (Rivers), da «Contrasts», ECM 1-1162. Sam Rivers, sax tenore; Dave Holland, contrabbasso; Thurman Barker, batteria. Registrato nel dicembre 1979.



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venerdì 19 novembre 2010

If I Were a Bell (Miles Davis)

Il secondo grande quintetto di Miles Davis non sorse dall’oggi al domani. Prima che vi arrivasse Wayne Shorter, il sax tenore lo suonò George Coleman, solido mainstreamer e poi, alla sua uscita, brevissimamente, Sam Rivers, condottovi dal concittadino Tony Williams.

Rivers partecipò alla tournée giapponese di Davis del 1964 dove questo disco lo coglie. La cosa non durò: Rivers, all’epoca quarantunenne e che subito dopo avrebbe registrato per la Blue Note almeno due album memorabili a suo nome, pur suonando benissimo, a questo punto sembra perfino troppo avanzato per la concezione di Davis, come mi pare si senta bene in questo If I Were a Bell, classico del quintetto fin dai tempi di Coltrane.

If I Were a Bell (Loesser), da «Miles in Tokyo», CBS/Sony SONX 60064-R. Miles Davis, tromba; Sam Rivers, sax tenore; Herbie Hancock, piano; Ron Carter, contrabbasso; Tony Williams, batteria. Registrato il 14 luglio 1964.


mercoledì 11 agosto 2010

Point Of Many Returns (Sam Rivers)

  Dal secondo dei bellissimi Blue Note di Sam Rivers.

  Point of Many Returns (Rivers), da «Contours», EMI Blue Note 7243 4 73163 2 6. Freddie Hubbard, tromba; Sam Rivers, sax tenore e soprano; Herbie Hancock, piano; Ron Carter, contrabbasso; Joe Chambers, batteria. Registrato il 21 maggio 1965.


sabato 29 maggio 2010

Fuchsia Swing Song (Sam Rivers)

  Prima di diventare il presidente del loft jazz e un’eminenza grigia del tardo free jazz (soprattutto in Europa, dove nella seconda metà degli anni Settanta era onnipresente con il suo trio, un po’ come Anthony Braxton, musicista da lui diversissimo), Sam Rivers è stato un saxofonista (e poi flautista, clarinettista, pianista) dalla lunga e variata carriera, cominciata  nel rhythm ’n’ blues (nato nel 1923, ancora nel 1962 accompagnava il chitarrista T-Bone Walker).
  Alla metà degli anni Sessanta, dopo un transito brevissimo e non felice nel quintetto di Miles Davis, registrò alcuni dischi per la Blue Note in contesti relativamente tradizionali ma che proprio per questo ne mettevano in luce le doti di compositore ingegnoso e lo stile strumentale abbastanza oltranzistico, fra un Coltrane e un Ayler di belle maniere.

  Lo si sente bene in questo Fuchsia Swing Song  dall’omonimo Blue Note BLP 4184, dove Rivers suona il sax tenore accompagnato da Jaki Byard al piano, Ron Carter al contrabbasso e Tony Williams alla batteria. Registrato l’11 dicembre 1964.