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venerdì 24 luglio 2020

Avalon – Borderline – Quin and Sonic (Mel Powell)

 Piano jazz con Mel Powell, uno dei maggiori pianisti bianchi, un pensatore musicale di prim’ordine, teste questa Avalon cui a un impianto stride di swing feroce si unisce uno straniamento armonico a momenti tristaniano (Lennie). Seguono due sue composizioni, delle quali non ha nemmeno senso, come volle John Hammond nelle note dell’LP originale, «Borderline» appunto, dire che Powell univa qua la sua anima di jazzman a quella di compositore classico, veste nella quale avrebbe vinto un Pulitzer: si tratta di musica che segue un’ispirazione singolarmente libera, e comunque sempre jazzistica.

 Per maggior libertà, il trio rinuncia al contrabbasso; dal punto di vista ritmico, è la competenza stride di Powell che non ne fa sentire la mancanza.

 È una bella occasione anche per sentire Paul Quinichette, iniquamente consegnato alla storia come una copia di Lester Young. È notevole come, soprattutto in Quin and Sonic che gli è intitolato e che è un complicato travisamento di I’ll Remember April, il contesto lo porti ad assomigliare per brevi tratti a Warne Marsh. Certo, nulla c’impedisce di pensare che, viceversa, Quinichette fosse servito d’ispirazione a Marsh.

 Avalon (Jolson-DeSilva-Rose), da «Four Classic Albums», Avid. Paul Quinichette, sax tenore; Mel Powell, piano; Bobby Donaldson, batteria. Registrato il 17 agosto 1954.

 Borderline (Powell), id.

 Quin and Sonic (Powell), id.

martedì 11 marzo 2014

Hommage À Fats Waller – Hommage À Debussy (Mel Powell)

 Mel Powell (1923-1998), nato Melvin Epstein, ha avuto almeno tre carriere, non separate con esattezza fra loro: come pianista e arrangiatore jazz, come compositore «serio», come insegnante. In tutte si è distinto, venendo ricordato come uno dei più insigni rappresentanti del pianoforte nell’ultimissimo periodo dello swing (lavorò e scrisse soprattutto per Benny Goodman), poi come compositore fra i maggiori in ambito atonale sul territorio USA, insieme con Milton Babbitt ed Elliott Carter, e vincitore nel 1990 di un Pulitzer; e infine come insegnante di composizione a Yale, dove succedette a Paul Hindemith, con il quale aveva lui stesso studiato dal 1948 al 1952.

 Qui lo ascolti in due omaggi registrati a Parigi nel 1945, che contemperano nella pratica di uno stride aggiornato e immacolatissimo due facce della sua personalità musicale. In futuro lo ascolteremo in qualità di arrangiatore (se me ne dovessi dimenticare, ricordamelo).

 Hommage À Fats Waller (Powell), da «Piano prodigy», Ocium Records. Mel Powell, piano. Registrato il 19 maggio 1945.



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 Hommage À Debussy (Powell), id.



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