mercoledì 2 giugno 2010

Solo Flight (Charlie Christian)

  Forse perché non sono un grande appassionato della chitarra, ma credo che nessun musicista in tutta la storia del jazz sia risultato così dominante sul suo strumento come Charlie Christian sulla chitarra: nemmeno Art Tatum sul pianoforte, o Charlie Parker sul sax alto.

  Non fu nemmeno «l’inventore della chitarra elettrica», cioè amplificata: sembra che il primato spetti a Eddie Durham, trombonista e arrangiatore che talvolta la suonò nei dischi di Count Basie. Ma Christian per primo ne sfruttò le peculiarità: essenzialmente la possibilità di tenere le note a lungo e di attenuare l’attacco della corda collegando così le note in frasi più lunghe e articolate, rendendo  la chitarra strumento melodico a ogni effetto, alla pari di un saxofono. Gli intervalli ampi che Christian eseguiva nelle sue improvvisazioni, come i sottili e incessanti shift ritmici delle frasi, ne fanno davvero il principale precursore del bop («Swing to Bop» s’intitolano le famose registrazioni effettuate da un amatore al Minton's nel 1941 , in cui Christian si abbandona senza i limiti dei tre minuti del 78 giri alla sua fantasia melodico-ritmica inesauribile).

  Qui è in una rara o forse unica apparizione con la big band del suo mentore e scopritore, Benny Goodman, in uno dei pezzi di jazz più belli, gioiosi, ariosi e divertenti mai registrati: Solo flight, del 4 marzo 1941, esattamente un anno prima della morte di Christian, a venticinque anni, per tubercolosi.

Solo Flight, da «Genius of the Electric Guitar», Sony-Legacy Music. Charlie Christian, chitarra, con l’orchestra di Benny Goodman: Cootie Williams, Alec Fila, Jimmy Maxwell, Irving Goodman, trombe; Lou McGarity, Cutty Cutshall, trombone; Skip Martin, Gus Bivona, sax alto; Benny Goodman, clarinetto; George Auld, Pete Mondello, sax tenore; Bob Snyder, sax baritono; Johnny Guarnieri, piano; Artie Bernstein, contrabbasso; Dave Tough, batteria. Registrato il 4 marzo 1941.


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