Jazz nel pomeriggio

sabato 5 giugno 2010

Blood Count (Duke Ellington)

  Nel 1967, pochi mesi dopo la morte del suo braccio destro (e grande musicista on his own) Billy Strayhorn, dopo lunga malattia, Duke Ellington incise questo splendido disco dedicato alle composizioni del grande amico. Il titolo di questo pezzo si riferisce alle condizioni di salute di Billy quando lo scriveva. 
  Il disco si conclude con Duke che, in solitudine, esegue Lotus Blossom, una delle canzoni più famose di Strayhorn, ripetendone ossessivamente il tema, ora con delicatezza estrema, ora quasi con furia, a momenti perfino esitando, mentre sullo sfondo un pubblico indifferente chiacchiera e sbatte posate e bicchieri: pochi minuti struggenti, che un giorno ti farò sentire.

  Qui in Blood Count il solista di sax alto è naturalmente Johnny Hodges.

  Blood Count (Strayhorn), da «… And His Mother Called Him Bill», RCA Victor 74351851512.   Cat Anderson, Mercer Ellington, Herbie Jones, Cootie Williams, trombe; Clark Terry, flicorno; Lawrence Brown, Chuck Connors, Buster Cooper, tromboni; John Sanders, trombone a pistoni; Jimmy Hamilton, Johnny Hodges, Russell Procope, clarinetto, sax alto; Paul Gonsalves, clarinetto, sax tenore; Harry Carney, clarinetto, sax baritono; Duke Ellington, piano;  Aaron Bell, Jeff Castleman, contrabbasso; Steve Little, Sam Woodyard, batteria. Registrato nel 1967.

3 commenti:

g ha detto...

Mamma che meraviglia. Ho fatto doppio giro e penso anche di tornarci.

g ha detto...

Veramente splendido.
Adesso voglio sentire Lotus Blossommmm!

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Per questo non è momento…