Jazz nel pomeriggio

venerdì 18 giugno 2010

Man Of Words - A New Day (Booker Little)

  Definendo Booker Little sublime, un paio di giorni fa, non credo di aver esagerato. Ti propongo di seguito due pezzi dal suo capolavoro, Out Front, compiuto esattamente sei mesi prima della morte, a 23 anni. 
  Subirò la retorica dell’opus ultimum? Non credo. Così di questo disco scriveva anni fa Marcello Piras su Musica Jazz: «dalla tesa malinconia del primo brano, We Speak via via verso l'inevitabile, che giunge a metà dell’opera con Moods in Free Time e Man of Words […] dopo non siamo più a questo mondo: l’aerea dolcezza del flauto di Dolphy in A New Day non dipinge un nuovo giorno, ma un distacco ormai compiuto dalle cose terrene»

  Man Of Words (Little), da «Out Front», Candid CJM 8027. Booker Little, tromba; Eric Dolphy, clarinetto basso; Julian Priester, trombone; Don Friedman, piano; Ron Carter, contrabbasso; Max Roach, batteria, timpani. Registrato il 4 aprile 1961.




  A New Day (Little). C.s. ma Dolphy è al flauto e Art Davis, contrabbasso, sostituisce Carter.


2 commenti:

Mr Potts ha detto...

"Man of Words" è sublime, e il termine è proprio giusto.
Non ho la benché minima competenza per commentare, ma ascolto sempre con gratitudine. E faccio confronti, e imparo...
Grazie.

Marco Bertoli ha detto...

Grazie a te della frequenza.

Marco