Jazz nel pomeriggio

giovedì 7 aprile 2011

I’m Getting Sentimental Over You (Thelonious Monk)

  Delle volte mi pare che farei meglio a centellinare i miei post: a vantaggio mio, perché così raggiungerei la quota con meno fatica (non mi obbliga nessuno ed è una «fatica» piacevole, intendiamoci), ma anche tuo, perché ho l’impressione che pubblicando tante cose in sequenza troppo rapida, molte finiscano col passarti inosservate, e magari tu non puoi dedicare all’ascolto del blog tutto il tempo che vorresti, a parte che avrai di meglio da fare che andarti, poi, a rovistare fra i post arretrati.

  Ma l’ascolto di quest’esecuzione di I’m Getting Sentimental, un pezzo che negli anni Monk aveva finto col fare suo, mi ha entusiasmato tanto – non la conoscevo – che non posso non passartela subito subito, calda calda. Ogni dettaglio, qui, meriterebbe un esteso paragrafo: nota solo l’interazione fantastica di Monk con Charlie Rouse (un caso forse unico in tutto il jazz), l’introduzione stride di Monk, l’esposizione destrutturata del tema da parte di Rouse, che combatte anche con un’ancia che fischia, e lo swing bruciante e lieve di Frankie Dunlop, uno dei batteristi migliori che Monk abbia mai avuto.

  I’m Getting Sentimental Over You (Washington-Bassman), da «Live! At the Village Gate», Xanadu 202. Charlie Rouse, sax tenore; Thelonious Monk, piano; John Ore, contrabbasso; Frankie Dunlop, batteria. Registrato al Village Gate, NY, nell’estate del 1962 o il 12 novembre 1963.

3 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

Niente qui passa inosservato, Marco. Neanche le ance che fischiano, se tu lo fai notare. Ed entrare in questa tua casa è sempre uno stimolo a scoprire nuove cose. Per festeggiare il mio compleanno, che è domani (il tuo lo so quando cade!), oggi mi sono comprato "All Monk. The Riverside Albums". E, navigando navigando, sono riuscito a procurarmi l'intero disco di Anderza. Tutto merito tuo. Quindi, niente malumore, e continua così. La "quota" si raggiunge lo stesso.

Marco Bertoli ha detto...

Tu e io dobbiamo essere la stessa persona: non solo compiamo gli anni a due giorni di distanza (provvederemo qui sopra), ma qualche giorno fa ho comperato quel medesimo box meraviglioso – c'è anche tutto il Bill Evans Riverside allo stesso prezzo, hai visto?

Paolo Lancianese ha detto...

Bill Evans l'avevo già comprato, come Art Tatum, da solo e in gruppo. E, pochi giorni fa, i concerti di Duke Ellington alla Carnegie Hall. E' il mio studio matto e disperatissimo (meravigliosamente inebriante).