Jazz nel pomeriggio

martedì 19 aprile 2011

The Fable of Mabel (Dick Twardzik-Serge Chaloff)

  The Fable of Mabel, brevissima suite scritta da Dick Twardzik, ne ricorda certe di Duke Ellington,* per esempio The Tattooed Bride, anche per la natura programmatica: il programma, come lo ha raccontato Twardzik stesso, è questo:

  The Fable of Mabel fu resa nota nei circoli jazzistici nel 1951-52 dal quartetto di Serge Chaloff. Il pubblico accolse questa leggenda satirica sul jazz come un gradito diversivo dall’offerta consueta dei club.
  In questa leggenda, Mabel appare come una donna che apprezza gli uomini, la musica e un suo saxofono d’argento in grado di eseguire il contrappunto, sua invenzione che si rivela poco pratica.
  L'opera è divisa in tre movimenti: primo, New Orleans, quindi Classico, infine, Conclusione non troppo triste. L'intenso assolo di sax baritono di Serge Chaloff ripercorre gli umili esordi di Mabel a New Orleans fino alla sua crociata per la causa del jazz. La sua battaglia per l’espressione di sé durante i suoi giorni parigini, a bordo della sua Casa Galleggiante del Jazz, è simboleggiata da un insolito duetto di saxofoni di Charlie Mariano e Varty Haritounian.

  L’organico è quello di una big band a ranghi ridotti e la scrittura di Twardzik è fantasiosa e disinibita, con richiami alla storia del jazz – e dirette memorie ellingtoniane: si tratta di un concerto per il sax baritono di Serge Chaloff, e questi è spesso la voce-guida della sezione, come lo era Harry Carney nell’orchestra di Ellington – e alla sua attualità, con una sorta di post-bop ora astratto (l’utima sezione) ora espressionistico, ma senza nulla della rigidità e delle pretese di altro jazz sperimentale del periodo (1954). Su Dick Twardzik, more to follow, anche se non so quando.

*   Sulla musica a programma di Ellington, ti consiglio quest’interessante articolo di Edward Green su Harlem Air Shaft.

  The Fable of Mabel (Twardzik), da «The Fable of Mabel», Black Lion BLCD 760923. Herb Pomeroy, Nick Capazutto, tromba; Gene DiStachio, trombone; Charlie Mariano, sax alto; Varty Haritounian, sax tenore; Serge Chaloff, sax baritono; Dick Twardzik, piano; Ray Oliveri, contrabbasso; Jimmy Zitano, batteria. Registrato il 3 settembre 1954.


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