Jazz nel pomeriggio

venerdì 4 marzo 2011

Stardust (Eddie «Lockjaw» Davis) (Frank Strozier)

  Ancora due versioni di uno standard notissimo. Nella prima senti Eddie «Lockjaw» Davis, uno dei saxofonisti più originali e bizzarri di sempre, nel formato tenor & organ che in quegli anni era diventato popolarissimo, non solo discograficamente, ma anche come formazione presente nei bar dei quartieri neri delle grandi città degli S.U., visto che consentiva di risparmiare sul bassista. Qui li bassista c’è eccome – è George Duvivier – , perché la Shirley Scott era passata solo da poco dal piano all’organo, che suona comunque già con stile personale e delizioso, secondo me più musicale di quello di Jimmy Smith. Jerome Richardson ci sta, con il flauto, come il proverbiale cavolo a merenda.

  Stardust (Carmichael), da «Cookbook 2», Prestige OJCCD-653-2. Eddie «Lockjaw» Davis, sax tenore; Jerome Richardson, flauto; Shirley Scott, organo; George Duvivier, contrabbasso; Arthur Edgehill, batteria. Registrato il 5 settembre 1958.



  Segue la versione di un quartetto di Louis Hayes, incisa esattamente vent’anni dopo. Frank Strozier se ne appropria con la cadenza iniziale e non la molla più, seguito a meraviglia dal gruppo che esegue un arrangiamento con un interessante twist armonico: i Coltrane changes a cesura e a chiusa della sequenza.

  Stardust, da «Variety Is the Spice», Gryphon G-787. Frank Strozier, sax alto; Harold Mabern, piano; Cecil McBee, contrabbasso; Louis Hayes, batteria. Registrato il 9 ottobre 1978.

2 commenti:

mauro ha detto...

la mia umile impressione è che anche l'organo ci stia come i cavoli a merenda,in questo brano.

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Nooo! In questo caso, è l'organo che dà tutto il sugo…

M