Jazz nel pomeriggio

venerdì 18 febbraio 2011

There’s A Kind Of Hush (Harold Mabern)

  Fra anni Sessanta e Settanta, completatosi vittoriosamente l’avvento del rock e del pop («vittoriosamente» per il r. e per il p., intendo), e ritraendosi la marea del soul jazz, era cosa non insolita che jazzisti di scelto pedigree si cimentassero con qualche hit del momento, non sempre di qualità insigne, spesso inglese. È il caso, qui, dell’a me caro Harold Mabern, nel 1968 con un suo quintetto con due sax tenori: uno è George Coleman (a me carissimo), l’altro il poco noto Buddy Terry, che contrasta bene assai, per sonorità e fraseggio, con il collega – ma lui dovrò fartelo sentire in un altro pezzo da questo disco, perché qui Terry non prende nemmeno un assolo di quattro battute. La canzone fu resa nota dagli inglesi Herman’s Hermit; il piacevole shuffle che qui la ritmica vi conferisce estorce a Mabern, a tratti, degli accenti jamaliani, e asciuga la canzonetta, comunque non infame, dagli zuccheri in eccesso.

  There’s A Kind Of Hush (Reed-Stephens), da «A Few Miles from Memphis», Prestige PRCD 24288-2. George Coleman, Buddy Terry, sax tenore; Harold Mabern, piano; Bill Lee, contrabbasso; Walter Perkins, batteria. Registrato l’11 marzo 1968.

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