Jazz nel pomeriggio

venerdì 26 novembre 2010

Lament (J. J. Johnson - Kai Winding)

  Mi sono pentito del commento indebitamente spregioso ai tromboni di ieri, e poi di essermi abbandonato nei commenti a battute d’infimo gusto, anche se tiratoci dentro da Sergio (a proposito: come si chiama uno che sa suonare il trombone, ma non lo fa? Un gentiluomo).

  Così oggi, sotto una nevicata purificatrice, rimedio subito con J. J. Johnson, non solo un grande trombonista, il maggiore dei moderni, ma un grande musicista all around, fra l’altro coinvolto non indegnamente nelle avventure della third stream. Negli anni Cinquanta il suo duo con Kai Winding, strumentista eccellente e da lui diversissimo, fu un vero hit jazzistico, con diverse sezioni ritmiche. Ma pare che l'idea originasse in uno dei workshop di Mingus.

  Questo Lament è la composizione più nota di Johnson (che è il secondo solista) grazie soprattutto alla versione di Miles Davis-Gil Evans in «Miles Ahead». Al contrabbasso, appunto, Mingus, e il tristaniano Billy Bauer alla chitarra; Kenny Clarke, alla batteria, in quel periodo faceva parte della formazione originale del Modern Jazz Quartet. Insomma, in quegli anni molte cose se tenaient.

  Lament (Johnson), da «Jay And Kai», Savoy. J. J. Johnson, Kai Winding, trombone; Billy Bauer, chitarra; Charles Mingus, contrabbasso; Kenny Clarke, batteria. Registrato il 24 agosto 1954.

2 commenti:

sergej ha detto...

devo confessare di avere uno strano rapporto con il trombone: adoro i trombonisti dixieland e swing, i vari sam nanton, laurence brown, jack teagarden, ma dal bebop in poi, proprio non li sopporto, pur nutrendo il massimo rispetto per j. j. johnson, curtis fuller, slide hampton, george lewis e compagnia bella.
lo tollero già di più nel free.
ecco, forse il trombone lo sento come un elemento coloristico, più che melodico.

Marco Bertoli ha detto...

Sulla voce (umana, patetica) del trombone ricordo, ma male, un racconto di Mario Soldati (nei "Racconti" del '57) titolato appunto "Il trombone tenore".