Jazz nel pomeriggio

mercoledì 17 novembre 2010

Stoned Ghosts (Sahib Shihab)

   Sahib Shihab (nato Edmund Gregory nel 1925, morto nel 1989) ha legato il suo nome in primo luogo ai Blue Note monkiani («Genius of Modern Music») nei quali – a cavallo degli anni Quaranta e Cinquanta – suonava l’alto. In seguito, e in particolare dopo il trasloco europeo del 1959, fece del sax baritono e del flauto, che suonava con marcati effetti vocali, i suoi strumenti principali. Mike Hennessey ha definito Shihab «un Monk del sassofono»: paragoni simili valgono quel che valgono, ma i due condividevano il gusto per l’ironia e la sorpresa, una certa economia di mezzi (anche se la tecnica strumentale di Shihab è decisamente più ortodossa di quella del pianista), un lirismo contenuto e asciutto e in minor misura la disinvoltura armonica, in Shihab comunque più occasionale e coloristica che in Monk.

   Nel 1970, quando faceva parte dell’orchestra euroamericana di Kenny Clarke e Francy Boland, Shihab registrò a Colonia alcuni pezzi con un quartetto senza piano che comprendeva Benny Bailey, prima tromba dell’orchestra e la ritmica di Clarke e di Jimmy Woode.
«Stoned Ghost» di Bailey è ispirata a modi bartokiani (e al blues) e al suo backbeat rockeggiante lo stile di Kenny Clarke si adatta con stile davvero senza tempo (non è indicato, ma a me pare che qui Woode suoni un basso elettrico).

   Stoned Ghosts, da «And All Those Cats», Rearward RW102. Benny Bailey, tromba; Sahib Shihab, sax baritono; Jimmy Woode, contrabbasso; Kenny Clarke, batteria. Registrato nel luglio 1970.


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