Jazz nel pomeriggio

giovedì 14 gennaio 2016

Veneli ab em Guggisberg – One For Makaya (Pierre Favre)

 Jazz svizzero da alcuni suoi qualificati esponenti, fra cui un luminare della percussione d’avanguardia, il titolare del disco Pierre Favre (1937).

 Makaya è Makaya Ntshoko, grande batterista sudafricano sentito qui sopra con Benny Bailey, con Abdullah Ibrahim e perfino con Duke Ellington e che risiedette in Svizzera e forse vi risiede tuttora. È notevole quanto spesso la percussione d’ispirazione africana abbia trovato risonanza in musicisti svizzeri: oltre a Favre, ricordo il più giovane Lucas Niggli, anche lui comparso su «Jazz nel pomeriggio» e anche lui batterista-compositore e nelle cui band si ritrovano sovente il clarinettista Puntin e il chitarrista Schaufelberger, presenti tutti e due qui.

 Pierre Favre applica moduli ritmici africani addirittura a un’antica canzone popolare della Svizzera centrale, Veneli ab em Guggisberg, trattata per il resto con una scrittura armonica severa, per un risultato a mio avviso molto suggestivo e felicemente lontano da pastoni world music o «contaminati». Tutto il disco, seppure troppo uniforme, è ben suonato e ben scritto da Favre, che trae partito dal contrapporre in discanto chitarra e trombone alla sezione di saxofoni.

 Veneli ab em Guggisberg (trad., arr. Favre), da «Le Voyage», Intakt CD 186. Pierre Favre Ensemble: Samuel Blaser, trombone; Claudio Puntin, clarinetto e clarinetto basso; Beat Hofstetter, Sascha Armbruster, Andrea Formenti, Beat Keppeler, saxofoni; Philipp Schaufelberger, chitarra; Wolfgang Zwiauer, chitarra basso; Bänz Oester, contrabbasso; Pierre Favre, batteria e percussioni. Registrato nel gennaio 2010.

 One For Makaya (Favre), ib. Favre, batteria e percussioni.

2 commenti:

prospettive musicali ha detto...

È vero quel che dici sull’ispirazione africana di tanti musicisti svizzeri. Non solo percussionisti: penso per esempio alle rivisitazioni di jazz sudafricano da parte di Irène Schweizer o della big band di Tommy Meier. Credo che una delle ragioni sia stata l'attività del Jazzcafe Africana, a Zurigo: diversi jazzisti svizzeri citano come influenze determinanti le serie di concerti che negli anni sessanta videro impegnati in quel luogo jazzisti sudafricani come Dollar Brand o i Blue Notes.
Alessandro

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Tutto si spiega, a sapere le cose!

(Fra l'altro, questo disco me l'hai dato tu).

Ciao Ale