Jazz nel pomeriggio

sabato 31 dicembre 2011

Love Song (Sam Rivers & Tony Williams)

  Come saprai, a 88 anni è morto Sam Rivers (trafiletto di quattro righe sul Corriere della Sera. Sulla stessa pagina, tre colonne di taglio basso, con fotografia, per il tributo di Umbria Jazz a… Celentano).

  Se ti faccio ascoltare oggi questo pezzo, tratto da uno dei due Blue Note di Tony Williams di cui ti dicevo un paio di settimane fa, non è per tributo alla memoria, ma perché sono andato a riascoltarlo dopo averlo trovato citato da Ethan Iverson sul suo blog e l’ho trovato effettivamente bellissimo. Riporto qui quanto ne dice Iverson:

  Love Song è il solo pezzo del disco con una struttura accordale per l’improvvisazione; qui Rivers, Peacock, Williams e Herbie Hancock attentano un 5/4. Credo che sia il primo cinque del jazz che non affermi pedestremente il metro a ogni battuta, come fa Take Five. Incredibilmente, non temono di perdersi e in qualche modo riescono a destreggiarsi agevolmente nel cinque con alcune battute in tre. Non sempre azzeccano la forma, ma proprio qui è la magia di tutta la musica di quest’epoca con Williams e Hancock: se ne infischiano se per un attimo smarriscono la strada. Questo modo di suonare si sentì per pochissimi anni dei Sessanta, prima che il vernacolo straight-ahead lo bandisse.

Love Song (Williams), da «Spring», Blue Note CDP 7 46135-2. Sam Rivers, sax tenore; Herbie Hancock, piano; Gary Peacock, contrabbasso; Tony Williams, batteria. Registrato il 12 agosto 1965.



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2 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

Mi è rimasta impressa la definizione che desti tu dello stile di Sam Rivers, a metà strada tra un Coltrane e un Ayler "di belle maniere"!
Buon anno. E che lo sia davvero, per tutti.

Marco Bertoli ha detto...

Ciao, Paolo, un abbraccio anche a te.