Jazz nel pomeriggio

domenica 30 maggio 2010

Watermelon Man (Herbie Hancock)

  Il pezzo è notissimo ed è contenuto nel primo disco di Herbie Hancock a proprio nome, «Takin’ Off» del 1963 (Hancock aveva 22 anni all’incisione) È una di quelle musiche che, sentite una volta, sembra già di conoscerle da sempre e non si dimenticano più, un vero archetipo. È anche un tipico esempio di quello che nei primi anni Sessanta era la caratteristica funky nel jazz: una musica basata sul blues, con una semplice e ripetuta linea di basso e un insistito backbeat (si pensi per esempio anche a The Sidewinder di Lee Morgan).

Watermelon Man, da «Takin’ Off», BLue Note CDP7243 8 37643 7: Freddie Hubbard, tromba; Dexter Gordon, sax tenore; Herbie Hancock, piano; Butch Warren, contrabbasso; Billy Higgins, batteria. Registrato il 28 maggio 1962.




Undici anni dopo il funky era diventato quasi un genere a sé, diciamo meglio un sottogenere del rhythm’n’blues e del soul, con in più influssi rock. Hancock, smanioso di essere sempre sulla breccia (tratto di cui l’aveva probabilmente infettato il suo leader Miles Davis, che però, anche accostandosi al funky, prese una strada molto diversa: ne parleremo), propose nel 1974  questa nuova versione di Watermelon Man, armonicamente modificata e formalmente estesa, con il suo gruppo tutto elettrico Headhunters. Altro immenso successo. I bizzarri suoni che si sentono all’inizio e alla fine vengono da una registrazione sul campo di canto pigmeo e dal Bill Summmers che soffia in una bottiglia di birra.

Watermelon Man, da «Head Hunters», Columbia CK 65123: Herbie Hancock, tastiere e sintetizzatori ARP; Bennie Maupin, sax soprano; Paul Jackson, basso elettrico; Harvey Mason, batteria; Bill Summers, percussioni. Registrato nell'autunno del 1973.

3 commenti:

G ha detto...

Spleendido

Marco Bertoli ha detto...

Di più il primo o il secondo?

g ha detto...

Il primo, senza ombra di dubbio