Jazz nel pomeriggio

sabato 12 luglio 2014

Blue Bossa (Joe Henderson & Kenny Dorham) (Joe Henderson)

 Don Sickler ospita sul blog aperto di recente un intervento di Rachel Bronstein (della casa editrice musicale Second Floor Music) la quale spiega come Blue Bossa, famosa composizione di Kenny Dorham, sia il più delle volte malintesa da chi la esegue come una vera e propria bossa, trascurando quella che sarebbe la caratteristica più distintiva del pezzo, cioè la linea di basso che Dorham ha scritto per intero e che infatti figura nel lead sheet legittimo.

 La notissima melodia discendente sarebbe un’aggiunta dell’ultimo minuto, e nell’editio princeps, che è quella che senti oggi, non è affatto pronunciata come si sente fare di norma, con il lieve ritardo sul beat proprio della bossa, ma anzi perfettamente calettata negli spazi lasciati dalla linea di basso.

 Blue Bossa (Dorham), da «Page One», Blue Note CDP 7 84140 2. Kenny Dorham, tromba; Joe Henderson, sax tenore; McCoy Tyner, piano; Butch Warren, contrabbasso; Pete LaRoca, batteria. Registrato il 3 giugno 1963.



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 È pertanto notevole che, riprendendo Blue Bossa quasi trent’anni dopo, Joe Henderson, che tenne la composizione a battesimo, la «snatura» (se dobbiamo dare retta a Rachel Bronstein) assegnando a Rufus Reid una linea libera.

 Blue Bossa, da «The Standard Joe», Red Records RR 12348-2. Joe Henderson, sax tenore; Rufus Reid, contrabbasso; Al Foster, batteria. Registrato il 26 marzo 1991.




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3 commenti:

MJ ha detto...

Marco, mi sa che hai invertito i brani.

A parte questo, tutta la pappardella di Bronstein serve evidentemente a spingere la vendita del lead sheet del brano (la Second Floor Music, che lo pubblica, è proprietà di Don Sickler). Diciamo che alcune delle considerazioni fatte dalla signorina sull'interpretazione nel jazz sono anche abbastanza grottesche.
Resta il fatto che la versione di Henderson in trio è strepitosa, e per i miei gusti pure più riuscita dell'originale.

Per fare un altro esempio, è noto che il bridge originale di When Lights Are Low (scritta da Benny Carter) non è più quello comunemente usato, dopo la "riscrittura" fatta da Miles Davis nel 1953. E non credo, come da molte parti si legge, che Miles l'avesse modificato "perché non si ricordava quello originale", visto che nel 1945 aveva proprio fatto parte per diversi mesi della big band di Benny Carter così come Max Roach (che è presente nella versione di Miles); chissà quante centinaia volte i due avevano suonato il brano così come lo intendeva Carter, essendo la sua composizione più famosa.

Anche "In a SIlent Way" di Joe Zawinul era stata completamente smontata e ricostruita da Davis, come appare evidente ascoltando la versione di Zawinul sull'omonimo disco Atlantic.

Marco Bertoli ha detto...

Ciao Luca, grazie dell'intervento; adesso risistemo la sequenza dei pezzi… Blogspot è un pasticcio. Anche a me la seconda versione del pezzo piace di più…

loopdimare ha detto...

anch'io preferisco la seconda, ma forse la prima mancava di rodaggio.