Jazz nel pomeriggio

venerdì 28 marzo 2014

Marie Antoinette (Freddie Hubbard)

 Alla Blue Note si divertivano a dare ai dischi titoli che giocassero con i nomi dei musicisti; «The Real McCoy» di McCoy Tyner ripeteva un modo di dire d’ignota origine che significa «l’articolo genuino»; nel 1961, «Ready For Freddie» riprendeva un altro modo di dire un tempo popolare e che significa «pronto per ogni evenienza». Scrivimi nei commenti altri che ti vengano in mente.

 In questo disco, bello ed eccitante come tutti i Blue Note di Freddie Hubbard, si ascolta fra gli altri Bernard McKinney all’euphonium (eufonio, flicorno baritono, bombardino): forse l’unico solista del jazz su questo strumento, spesso presente nelle orchestre del dopoguerra – una compagine di Kenton ne aveva un’intera sezione (errore: vedi nei commenti). McKinney era attivo fino a pochi anni fa con il nome di Kiani Zawadi.

 Marie Antoinette (Shorter), da «Ready For Freddie», Blue Note 90837. Freddie Hubbard, tromba; Bernard McKinney, euphonium; Wayne Shorter, sax tenore; McCoy Tyner, piano; Art Davis, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato il 21 agosto 1961.



 Download

3 commenti:

MJ ha detto...

Con Hubbard alla Blue Note si sono sfogati in modo particolare: ci sono anche "Hub Cap" e "Hub-Tones" (poi anche "The Hub of Hubbard", che però è MPS).

Non c'entra nulla col jazz, ma il ritornello di "50 Ways to Leave Your Lover" di Paul Simon è tutto basato su varianti della frase "togliti dai piedi" che fanno rima con nomi propri:

Just slip out the back, Jack
Make a new plan, Stan
You don't need to be coy, Roy
Just listen to me
Hop on the bus, Gus
You don't need to discuss much
Just drop off the key, Lee
And get yourself free

Così per dire, una semplice curiosità:-)

Marco Bertoli ha detto...

Sorprende che alla Blue Note non si siano scatenati di più con Horace Silver, limitandosi a «Six Pieces of Silver» e «Horace-scope».

Marco Bertoli ha detto...

Correggo una svista nel post: Kenton non ebbe una sezione di euphonium, ma di «mellophonium», dal 1960 al 1963, in quella che fu infatti nota come «mellophonium orchestra». Il mellophonium era la versione kentoniana del «mellophone», un corno francese con la campana volta in avanti, per uso nelle bande da parata.