Jazz nel pomeriggio

mercoledì 18 luglio 2012

Bess, You Is My Woman Now (Dick Twardzik)

 Ho avuto per un attimo solo la tentazione di riesumare il quiz. Mi sarebbe piaciuto farti sentire questa perturbante Bess e domandarti chi, secondo te, avrebbe potuto suonarla così nel 1954. A parte le tante differenze di stile e di tecnica, nemmeno Cecil Taylor era avanti, allora e forse ancora per qualche anno, quanto il suo concittadino Dick Twardzik (Taylor parla anche di lui nel celebre libro di A.B. Spellman Four Lives In The Bebop Business) nel 1954. Anzi no: era avanti altrettanto, ma in maniera molto, molto diversa.

 Twardzik, del quale ti faccio la solita promessa da marinaio di parlarti bene in futuro, era nato nel 1931 e sarebbe morto già l’anno successivo a questa registrazione mentre in tournée a Parigi con Chet Baker. Ora ti faccio solo notare il finale di Bess, cioè le ultime otto battute che seguono la conclusione effettiva dell’improvvisazione, dopo il minuto 03:00. Il trio, dopo un’esecuzione disorientante, prende incongruo a swingare nella maniera più convenzionale e baldanzosa, sulla più banale delle progressioni cadenziali, con un tratto d’ironia e forse di scherno verso l’ascoltatore (tratto già adombrato a 02:20, nella codetta del tema).

 Bess, You Is My Woman Now (Gershwin-Gershwin), da «Complete Recordings», Lone Hill Jazz LHJ 10120. Dick Twardzik, piano; Carson Smith, contrabbasso; Peter Littman, batteria. Registrato nell’ottobre o nel dicembre 1954.



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3 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

In effetti non si sa come giudicare questa coda volutamente incongrua. Nell'alternate take è molto più contenuta, con solo il piano in evidenza; quasi non si avverte la cesura. In ogni caso, è vero: le date contano eccome. E sapere che Twardzik aveva qui 23 anni fa davvero impressione.

Marco Bertoli ha detto...

Giusta l'osservazione sulla alternate take.

Alberto ha detto...

A me sembra solo uno scherzo, alla fine di un'esecuzione serissima. Non so per quale perversa associazione di idee mi ha fatto venire in mente il finale del Silenzio degli innocenti, con Anthony Hopkins in cappellino da turista che al telefono dice di avere "Qualcuno per cena".