Jazz nel pomeriggio

lunedì 20 febbraio 2012

Capra Black (Billy Harper)

  Ieri mattina sono inaspettatamente andato al teatro Manzoni di Milano per l’Aperitivo in concerto (grazie per l’invito all‘amico Andrea Di Gennaro) e vi ho sentito il settetto The Cookers.

  Coordinati dal trombettista David Weiss, i Cookers sono cinque insigni jazzmen nati dal 1935 al 1944, più un sesto, Craig Handy, che è del 1962 (Weiss stesso è del ’64). Parlo di grandi nomi, quasi tutti già apparsi su Jazz nel pomeriggio: Billy Harper, Eddie Henderson, George Cables, Cecil McBee (che hai sentito qui due giorni fa con Chico Freeman) e Billy Hart. Non farò qui la recensione del concerto, perché non è il luogo, ma ho constatato con gioia che questi nostri vecchi amici sono tutti in buonissime condizioni fisiche e musicali. Harper poi, che ha settant'anni, è quasi uguale a com’era la prima volta che l’ho visto, nel 1978 con Max Roach; sono diversi solo i capelli e la barba, che ora sono bianchi.

  I Cookers hanno suonato diverse composizioni molto note di Harper, che è un compositore di ottimo livello oltre che un grande sax tenore; fra le altre, Priestess e Capra Black, forse la sua più famosa e incisa anche da Lee Morgan. Te la propongo qui nell’esecuzione originale dell'autore, 1973. Il titolo si riferisce al segno del Capricorno; per quanto ingegnosamente dissimulato, si tratta di un blues di forma modificata, nel tempo insolito di 8/8 (3+3+2).

  Capra Black (Harper), da «Capra Black», Bomba Records [Strata East] 24109. Jimmy Owens, tromba; Julian Priester, Dick Griffin, trombone; Billy Harper, sax tenore; George Cables, piano; Reggie Workman, contrabbasso; Elvin Jones, batteria. Registrato nell’ottobre 1973.



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4 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

Nell'elenco dei dischi ancora da ascoltare c'era anche "Warriors" dei Cookers. L'ho ascoltato questa mattina. C'è anche "Capra Black", in una versione che non si discosta molto dall'originale (con raddoppio di trombe e sax, ma senza i tromboni - e anche la durata è praticamente identica), solo un po' più rilassata, mi sembra (per via degli anni?), meno tesa, ma ugualmente bella.
Ma loro si sono messi insieme per l'occasione (però il disco è del 2010) o si tratta di un progetto destinato ad altri sviluppi? Certo, è una vera e propria "All Stars"...

Marco Bertoli ha detto...

Credo che si riuniscano occasionalmente già da qualche anno, e credo proprio che abbiano fuori già un disco nuovo. Se capitassero a Roma vacci. Io fra l'altro non avevo mai visto prima Cecil McBee, che solo su Jazz nel pomeriggio deve comparire in decine di pezzi.

Giorgio ha detto...

L'incedere ritmico è rubato un po' ad Armageddon di Wayne Shorter (tra l'altro c'era anche lì Elvin)
http://www.youtube.com/watch?v=p3s57c__9fw&feature=channel

Marco Bertoli ha detto...

Bravo, è in 8 anche quello e il cachet sonoro è certo simile.