Jazz nel pomeriggio

mercoledì 22 febbraio 2012

Duke Ellington’s Sound of Love (Paul Motian) (Charles Mingus)

  Questo trio di Paul Motian, anche di più quando ampliato da Charlie Haden, fece delle belle cose, molto atmosferiche, come credo si dica, soprattutto suonando gli standard. Bill Frisell vi stava a proposito, ma fra la sua «atmosfericità» e quella di Motian – non il più incalzante dei rhythm maker – le esecuzioni finivano per essere troppo uguali e alla fine stucchevoli. Ma non prese una per una, come questa Duke Ellington’s Sound of Love, celebre composizione di Mingus che nell’ultima frase contiene una citazione da Lush Life (la quale però era di Billy Strayhorn).

  Ammetto che il paragone che t’impongo con l’esecuzione d’autore non è generoso verso Motian e i suoi; né lo è quello fra Joe Lovano e George Adams, anche se qui sarà questione di gusti.

  Duke Ellington’s Sound of Love (Mingus), da «Sound of Love», Winter & Winter 910 008-2. Joe Lovano, sax tenore; Bill Frisell, chitarra; Paul Motian, batteria. Registrato dal 3 al 10 giugno 1995.



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  Duke Ellington’s Sound of Love (Mingus), da «Changes One», Rhino/Atlantic R2 71403. Jack Walrath, tromba; George Adams, sax tenore; Don Pullen, piano; Charles Mingus, contrabbasso; Dannie Richmond, batteria. Registrato nel dicembre 1974.



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4 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

Brano di stupefacente bellezza. Lo pensi anche mentre lo ascolti suonato da Lovano-Frisell-Motian. Ma con Mingus è poi come sempre tutta un'altra cosa - cervello cuore e viscere...

lillo ha detto...

il mio preferito in assoluto dell'ultimo mingus... e in effetti sì, va bene anche così :)

Anonimo ha detto...

Quel disco di Motian (ma anche altri più o meno coevi, penso al duo con Pieranunzi) sono di grande finezza, ma mi trasmettono una sorta di torpore. Lo vidi spesso in quegli anni in concerto, ad esempio a Nervi nel 1996, con l'Electric Bebop Band ed anche lì, malgrado i musicisti bravissimi (tra loro il sempre immenso Steve Swallow al basso elettrico), malgrado il carisma di Motian, malgrado l'interplay che si era creato... mancava qualcosa in termini di energia, di slancio, di propulsione. Si viaggiava con le marce basse, sicuri, tranquilli, raffinati, ma con le marce basse.
M.G.

Anonimo ha detto...

Anche per me il miglior Mingus del tardo periodo. E poi c'è Don Pullen, mai abbastanza magnificato.
M.G.