Jazz nel pomeriggio

giovedì 16 febbraio 2012

Manhâ de Carnaval (Hampton Hawes)

  Io spero che Hampton Hawes ti piaccia almeno quanto piace a me, diversamente per te l’ascolto-lettura di questo blog rischia di farsi raro. Rieccolo nel 1966 dal vivo nella sua Los Angeles con i suoi due accompagnatori più sperimentati e solidali.

  A Manhâ de Carnaval (uno di quei pezzi che può far sbadigliare solo a dirne il titolo, tanto è strasentito), Hamp e i suoi levano ogni linfatica malinconia. Anzi, nel primo chorus d’improvvisazione, Hamp parte come un razzo con le mani in unisono d’ottava e, in un empito forse inconsapevole di «pan-latinismo», subito seguito da Bailey, riproduce qualcosa che sembra proprio un montuno cubano.

  Manhâ de Carnaval (Bonfá-Maria), da «I’m All Smiles», Contemporary/OJCCD-796-2. Hampton Hawes, piano; Red Mitchell, contrabbasso; Donald Bailey, batteria. Registrato il 30 aprile o il 1 maggio 1966.



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4 commenti:

lillo ha detto...

ha fatto un disco con mingus o mi sbaglio?

Marco Bertoli ha detto...

Sì, in trio con Danny Richmond (1957). Forse anche altro, nel caso ce lo dirà il Lancianese.

Paolo Lancianese ha detto...

Il mio archivio dice: solo "Mingus Three", e anche cercando un po' in giro mi sembra che non risulti nient'altro.

kerwam ha detto...

e a me, modestamente appassionato e non esperto jazzofilo, è sempre apparso come una delle combinazioni più affascinanti, con particolare passione verso uno standard dei più battuti - I can't get standard - qui nella versione che preferisco in assoluto