Jazz nel pomeriggio

lunedì 6 febbraio 2012

Ustab - Holding Together (Oliver Lake)

  Una figura lievemente eccentrica della magnifica fioritura del secondo free fu Oliver Lake, tutt’oggi attivo e di quando in quando presente anche dalle nostre parti (qui su JnP l’hai già trovato con il World Saxophone Quartet, di cui è membro fondatore). Oliver Lake apparteneva all’altro grande collettivo musicale della musica afroamericana di quegli anni, il BAG (Black Artists Group) con sede a St. Louis nel Missouri, dunque al confine con l’Illinois dell’AACM di Chicago. Il jazz di St. Louis aveva un carattere meno abrasivo e meno apertamente sperimentale di quello dei chicagoani, e decisamente più estroverso; nel caso delle musiche di Lake, con un'intimità tipica della musica da camera. Al sax, Lake rivelava e rivela tutta la sua ammirazione per Eric Dolphy, al quale ha dedicato un disco.

  In quegli anni con lui e con altri di quella stessa scena si sentiva spesso il chitarrista Michael Gregory Jackson. Più che non oggi, era allora raro trovare nel jazz d’avanguardia la chitarra, acustica o elettrica. Jackson, che in seguito, per intuibile motivo, accorciò il suo nome in Michael Gregory, suona elettrico nel primo pezzo e acustico nel secondo. Questo bel quartetto ha alle fondamenta i bassi poderosi del grande Fred Hopkins, contrabbassista del trio Air.

  Ustab (Lake), da «Holding Together», Black Saint 120009-2. Oliver Lake, sax alto; Michael Gregory Jackson, chitarra; Fred Hopkins, contrabbasso; Paul Maddox, batteria, percussioni. Registrato nel marzo 1976.



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  Holding Together (Lake), id. ma Lake suona il flauto.



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3 commenti:

bagnarole ha detto...

Noi beginner-beginner del jazz possiamo solo dire che Killing Me Softly, Unchained Melody e White Christmas, le conosciamo pure noi.
:-)

Marco Bertoli ha detto...

Chi ben comincia è sempre in tempo a finire male!

bagnarole ha detto...

:-DD