Jazz nel pomeriggio

mercoledì 15 febbraio 2012

Imagination - Diffugalty (Joe Newman)

  Joe Newman (1922-1992) fu un amabile, esperto trombettista la cui carriera e il cui stile epitomizzano il c.d. mainstream come venne a definirsi negli anni Cinquanta.
  Il suo nome rimane legato soprattutto a Count Basie, con il quale suonò per oltre dieci anni, a cominciare dal 1943 e con brevi intervalli, ma Joe aveva prima di allora già suonato con Lionel Hampton e in seguito si sarebbe associato, fra gli altri, a Illinois Jacquet. In quel mentre, e anche dopo, registrò molto con dei piccoli gruppi a proprio nome. Al suo fianco nella front line c'è qui un altro basiano e grande saxofonista, Frank Foster, morto pochissimo tempo fa. Affiancato a un terzo, Freddie Greene, la cui inconfondibile chitarra informa la sonorità della sezione ritmica, John Lewis manifesta la sua derivazione da Count Basie.

  Imagination (van Heusen-Burke), da «I Feel Like a New Man», Black Lion BLCD 760905. Joe Newman, tromba; Bill Byers, trombone; Gene Quill, sax alto; Frank Foster, sax tenore; John Lewis, piano; Freddie Greene, chitarra; Milt Hinton, contrabbasso; Osie Johnson, batteria. Registrato nell’aprile 1956.



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  Diffugalty (Osie Johnson), id.



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2 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

C'è mainstream e mainstream. Nel suo caso mi sembra consista più che mai nello stare in perfetto equilibrio, con grande eleganza, tra il vecchio e il nuovo, lo swing da cui proveniva e il bop che con un po' più di coraggio avrebbe potuto abbracciare. Un brano come "The Midgets" - di cui conosco una sola ripresa, non a caso ad opera di uno come Sonny Stitt - ne è la prova evidente

Marco Bertoli ha detto...

Lo si sente in un contesto più moderno in un disco con Budd Johnson da cui ho qualche tempo fa pubblicato delle cose, ma in cui lui non c'era.