Jazz nel pomeriggio

sabato 12 novembre 2011

Here I Am (Donald Byrd)

  Donald Byrd, ottantenne l’anno venturo, è il più anziano della triade di trombettisti che dai tardi anni Cinquanta si distinsero nel solco di Clifford Brown, gli altri essendo Lee Morgan e Freddie Hubbard, ed è il solo ancora in vita.

  Va detto che, di quei due, Byrd, comunque uno strumentista di classe, rimase sempre alle spalle: nessuno dei suoi dischi è al livello dei loro migliori, né Byrd poté mai vantare le collaborazioni stellari di Morgan e Hubbard [NB Non proprio, v. i commenti], il primo con i Jazz Messengers di Blakey e Shorter e il secondo presente con parti di primo piano nei tre testi jazzistici maggiori degli anni Sessanta, cioè «Free Jazz», «Out To Lunch» e «Ascension». Va poi detto che la sua musica cominciò dopo i primi anni Settanta a deteriorare.

  Come trombettista, di Hubbard Byrd ha la sonorità lucente e l’attacco, ma non la pienezza nel registro grave, che in lui è più flebile e a momenti un po’ sfibrato. È stato comunque un musicista intelligente, e, almeno fino a un certo momento, si è scelto le compagnie migliori, fra l’altro favorendo gli esordi di Herbie Hancock. Un esempio è questo disco del 1959 in cui si ascolta con particolare gioia Pepper Adams, l’amico e sodale con il quale era venuto a New York da Detroit.

  Le composizioni di «Byrd in Hand» sono tutte di Byrd tranne Witchcraft e sono piacevoli e ingegnose; sia in Here I am che in Devil Whip, sta’ attento agli assoli di Adams, di un'aggressività sonora impressionante al punto da fare apparire perfino Charlie Rouse un po’ scolorito. Adams era un uomo dai modi forbiti e smilzo, tanto che faceva un certo effetto vederlo con l’enorme saxofono baritono nelle mani, ma non per nulla si era meritato il soprannome di «the Knife».

  In quel periodo, Jones e Taylor erano la sezione ritmica del quartetto di Thelonious Monk, che era completato da Rouse; i tre, più proprio Byrd e Adams, presero parte al leggendario primo concerto della Town Hall di Monk, esattamente tre mesi prima della registrazione di questo disco.

  Here I Am (Byrd), da «Byrd in Hand», Blue Note 7243 5 42305 2 3. Donald Byrd, tromba; Charlie Rouse, sax tenore; Pepper Adams, sax baritono; Walter Davis Jr, piano; Sam Jones, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 31 maggio 1959.



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  Devil Whip (Byrd), id.



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3 commenti:

negrodeath ha detto...

Ma Byrd in realtà c'ha suonato con Blakey, in "The Jazz Messengers" del '56, quello con Mobley e Silver!

Marco Bertoli ha detto...

Giusto, e non è il solo errore: fra i cliffordiani ho imperdonabilmente dimenticato colui che, se ne avesse avuto il tempo, sarebbe diventato il più grande, Booker Little.

negrodeath ha detto...

A me piace molto pure Blue Mitchell, fra i cliffordiani.