Jazz nel pomeriggio

lunedì 4 luglio 2011

[Guest Post #3] 403 & Dean Elliott

  Un altro ospite insigne, un grande personaggio nella blogosfera ma per fortuna anche e soprattutto fuori di lì: 403, dal multiforme ingegno dai gusti forse discutibili ma mai banali. Questa per me è una novità.

  Folgorato sulla via di casa,
fermo a un semaforo, Dean Elliott sente i rumori di un cantiere edile e capisce che quei suoni hanno ritmo! E si chiede come sarebbero stati se, oltre al ritmo, qualcuno gli avesse aggiunto delle melodie. «Zounds! What Sounds!» è la risposta che Elliott si è dato. Ventun anni prima del Fairlight CMI e degli Art of Noise (ma cinquant'anni dopo Luigi Russolo).

  L’album di Elliott io non ce l'ho. Ne ho scoperto l’esistenza grazie al primo volume di «Incredibly Strange Music» ritrovandolo poi anche nell’antologia della Ultra Lounge «Space capades» (qui con entrambi i brani che propongo oggi).

  The Lonesome Road (Shilkret-Austin), da «Zounds! What Sounds!», Capitol ST-1818. Orchestra sconosciuta; Phil Kaye, effetti sonori, sousaphone; Dean Elliott, arrangiamenti e direzione. Registrato il 16 luglio 1962.



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  You’re the Top (Porter), ib.



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5 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

Sapevo che un filo diretto collega Luigi Russolo agli Art of Noise, ma che per andare dall'uno all'altro capo si dovesse passare per Dean Elliott lo ignoravo. Per la verità, fino a questa mattina ignoravo anche il nome di Dean Elliott, e scopro adesso di Tom e di Jerry. Fantastico. Grazie a 403. (Stamattina vado in libreria a comprare un libro sulla musica futurista che proprio giorni fa avevo adocchiato e sfogliato. Vedi, Marco, come certi fili di riannodino per vie assolutamente impreviste!)

andrea 403 ha detto...

Prego Paolo...

Ma Marco, che fai? Mi censuri?! Passi per il riferimento a Incredible Strange Music, ma almeno il numero di catalogo del disco Capitol e la data di registrazione potevi lasciarle :)

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Ops! E non ti avevo nemmeno linkato.

Maurizio Brancaleoni ha detto...

Da apprezzare sicuramente come 'tentativo' sonoro, ma devo dire che mi convince di più Russolo nella sua ovvia e naturale crudezza\ingenuità.

andrea 403 ha detto...

E poi Russolo è pure arrivato un filo prima :-)