Jazz nel pomeriggio

sabato 24 gennaio 2015

It Ain’t Necessarily So (Walt Dickerson)

 Con un bel Walt Dickerson non si sbaglia mai e oltretutto è un po’ che non siamo visitati dalla sua musica. Lo so, venti minuti di trio su It Ain’t Necessarily So è come chiederti uno sforzo di attenzione, ma ormai saprai che Dickerson non ti fa mai sprecare tempo, dunque abbi fiducia e dammi retta.

 La lunga esecuzione, come sempre con Dickerson, è ordinata da una coscienza strutturale salda e chiara. Per i primi sette minuti il vibrafonista, esposto il tema, vi vola sopra con la sua versione dei sheet of sound mentre basso e batteria procedono regolari prima in tempo tagliato, poi in quattro, ma ignorando i changes della composizione di Gershwin e insistendo invece su un accordo. Sgocciolando note in quel suo caratteristico action painting sonoro, Dickerson non si riferisce più alla melodia. Dal settimo al dodicesimo minuto resta da solo e allora la sua improvvisazione si distende e lavora sul tema, accedendo a polle di sonorità liquida e riverberante. Segue un assolo ricco di suoni spuri di Sirone, che alla fine accenna al tema; il trio raccoglie l’accenno per concludere sul tempo iniziale, stavolta con entrambi gli strumenti melodici in contrappunto libero.

 It Ain’t Necessarily So (G.-I. Gershwin), da «Life Rays», Soul Note 121028-2. Walt Dickerson, vibrafono; Sirone (Norris Jones), contrabbasso; Andrew Cyrille, batteria. Registrato nel febbraio 1982.



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4 commenti:

MJ ha detto...

Un pezzo fantastico. E pensare che è l'ultimo brano inciso da Dickerson, che è morto nel 2008 e dal 1982 non è più entrato in studio... Roba da matti

Marco Bertoli ha detto...

Davvero… inciso a Milano, fra l'altro.

Sara ha detto...

Me lo immagino,

Marco Bertoli ha detto...

Povera Sara! :-)