Jazz nel pomeriggio

giovedì 15 gennaio 2015

Foxglove (Urbie Green)

 È molto tempo che trascuro quella rubrica a periodicità irregolare, L’angolo del Kitsch, la quale ha sempre riscosso un buon successo.

 Oggi abbiamo una produzione leccatissima e finto-funk nientemeno che di Creed Taylor (CTI), intitolata a Urbie Green, il trombonista che tutti i colleghi di strumento nominano a voce bassa, scoprendosi il capo, e che qua sopra si è già sentito.

 Il Kitsch si deve innanzitutto al fatto che questa musica, che non è spiacevole, in quanto funk è falsa come Giuda e non servono ad autenticarla i musicisti eccellenti che vi prendono parte; e poi al fatto che Foxglove («digitale», la pianta), a cominciare dal minuto 3:40  diventa nullamenoché la wagneriana Morte d’Isotta.

 Foxglove [From Tristan And Isolde] (Wagner), da «The Fox», CTI 7070. Urbie Green, trombone; Jeremy Steig, flauto; Toots Thielemans, armonica; Fred Gripper, piano elettrico; Eric Gale, chitarra; Anthony Jackson, basso elettrico; Andy Newmark, batteria. Registrato nel 1976.



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13 commenti:

loopdimare ha detto...

Sull'estetica CTI non dico più nulla. sono stato sbranato abbastanza.

Marco Bertoli ha detto...

L'estetica CTI non fa danni quando incontra una musica che opponga una qualche resistenza. Qui ha agito come il classico coltello nel burro.

riccardo facchi ha detto...

Lungi da me voler difendere incisioni come questa, che se non erro devo aver sentito recentemente e oggettivamente mi sembrava deludente (anche se Urbie Green è un fior di trombonista) ma se parliamo di musica falsa come Giuda potremmo fare esempi a iosa anche in tanta musica sedicente di avanguardia che viene apprezzata ed è fatta di veri e propri "fake" che fanno forse sentire molto "evoluti" e ci si guarda bene dal dirlo. Eviterei quindi discorsi generali estrapolati da un caso particolare e andrei più a fondo nell'analisi, in quanto dischi CTI validi, con buona pace di Arienti con il quale abbiamo discusso già della faccenda in altra sede ce ne sono parecchi: di Freddie Hubbard (Red Clay è un capolavoro), di Joe Farrell, di Baker di Mulligan di Desmond (alcuni pregevoli...) di Bill Evans, di Don Sebensky di George Benson e di tanti altri che adesso non ricordo. Inoltre ad avercene di produttori del livello di Creed Taylor. I prodotti poco riusciti, mediocri o scadenti ci sono in tante altre etichette e nessuno da noi dice niente. Prendersela con una non meglio specificata "estetica CTI" è un discorso troppo generico e criticamente abbastanza datato. Ad esempio per anni ho letto su Gato Barbieri che dopo il Chapter Two della Impulse ha prodotto solo robaccia o quasi, peccato che Chapter Three Viva Emiliano Zapata era un disco della madonna con arrangiamenti eccezionali di Chico O'Farrill e una prestazione solistica super di Gato. Solo che a qualcuno non garbano certi lavori latini e si permette deduzioni completamente distorte rispetto ad una cultura musicale che semplicemente non interessa o non si apprezza. Si fa prima a dire che certe cose e un certo tipo di musica o di estetica non piace, ma da qui ad estendere e generalizzare ce ne corre.

Paolo Lancianese ha detto...

Il mio parere conta meno di zero. Però voglio dire ugualmente che il discorso di Riccardo Facchi non fa una piena. E ovviamente vale anche in senso più generale.

Paolo Lancianese ha detto...

"Non fa una piena" è un bel refuso, in fondo!

MJ ha detto...

Certo che neanche un po' di sano funk riesce a migliorare l'orribile musica di Wagner!

loopdimare ha detto...

I dischi di Benson per la CTI sono scarsi e nemmeno tanto appetibili dal punti di vista commerciale. Ha fatto meglio con LiPuma.
Avendo quasi tutta la discografia CTI, compresa la Kudo, posso dire che in termini di percentuale i risultati buoni/ottimi/interessanti non sono tantissimi, nonostante lo spaventoso elenco di ottimi musicisti coinvolti. Citerei quelli di Nina Simone, Ester Phillips, Groover Washington, Farrell, Nascimento, Wes Montgomery, Quincy Jones. Desmond è sempre piacevole e interessante, anche se in contesti molto leggeri.
Notevole il California concert, ma i dischi di jj Johnson e Kay Winding o quelli di Aert Farmer sono piuttosto deboli.

Marco Bertoli ha detto...

Giù le mani da Wagner! :-)

MJ ha detto...

Comunque la cover wagneriana di Green impallidisce davanti al Borodin riletto alla Love Boat da Isaac Hayes, uno dei vertici assoluti del kitsch:

https://www.youtube.com/watch?v=MnCVdX2HEls

Marco Bertoli ha detto...

Esaltante, senza paura.

Gianni Morelenbaum Gualberto ha detto...

"Desmond è sempre piacevole e interessante, anche se in contesti molto leggeri"... Interessante tutto il thread (che forse qualcuno amerebbe vedere inserito come appendice a "Naissance de la clinique"), compresa quest'ultima vetta degna di Spengler.

Marco Bertoli ha detto...

Ti chiederei di esplicare i riferimenti a Foucault e a Spengler, ma temo forte che avrei a pentirmene. Quindi non te lo chiedo!

loopdimare ha detto...

non ti preoccupare, sta solo facendomi il culo, come fa spesso. nel mio masochismo quando non succede sento che mi manca qualcosa...