Jazz nel pomeriggio

lunedì 30 giugno 2014

Wave (Benny Carter)

 Molto a Jnp può essere rimproverato, certo non di avere una programmazione originale, o incline al sorprendente e al nuovo, all’inaspettato, all’accostamento ricercato e rivelatore, alla callida junctura. No no, qui si procede nel solco sperimentato della norma meno avventurosa.

 Per esempio, come viene l’estate io ti servo del jazz tagliato con la musica brasiliana, che sarà indefettibilmente bossa nova, unico genere brasiliano a me noto, vagamente peraltro. Dal repertorio della bossa nova, poi, ho sempre cura di scegliere le canzoni più ovvie. Qui, a cimentarsi con risultati idiomaticamente discutibili (soprattutto ritmicamente), ma musicalmente… no, con Wave, è il sommo Benny Carter al festival di Montreux nel 1977.

 Precisano le note, e io doverosamente riporto per i pianisti in lettura, che Ray Bryant suona un Bosendorfer Concert Grand 275 invece del solito barattolo di tanti dischi di jazz; questo non deve sorprendere, perché siamo in un disco prodotto da Norman Granz.

 Wave (Jobim), da «Montreux ’77», [Pablo] OJC20 374-2. Benny Carter, sax alto; Ray Bryant, piano; Niels-Henning Ørsted Pedersen, contrabbasso; Jimmie Smith, batteria. Registrato il 13 luglio 1977.



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1 commento:

MJ ha detto...

Il Bosendorfer si trovava, non tanto casulamente, sul palco di Montreux soltanto perché quello stesso giorno, e nei due successivi, si esibiva/si sarebbe esibito Oscar Peterson, che da contratto esigeva proprio quello strumento pena la cancellazione del concerto. Ne è prova lo splendido disco di Roy Eldridge (con Oscar, NHOP e Bobby Durham, e sempre su Pablo) inciso immediatamente prima di quello di Benny Carter.