Jazz nel pomeriggio

lunedì 7 aprile 2014

Space Walk (Mal Waldron)

 Fantasia spaziale di Mal Waldron nei primi anni Settanta, ancora redolenti degli entusiasmi astronautici/cosmonautici di pochissimi anni prima. L’atmosfera, ombrosa e crepuscolare più che cupa o «cosmica», tesa ma non pesante, è molto waldroniana e qui è corroborata dall’arcata di Reggie Workman in un vero all-stars trio (quartetto, con l’inserto coloristico della flautista Poole).

 Space Walk (Waldron), da «Up Popped The Devil», Enja CD 9147-2. Carla Poole, flauto; Mal Waldron, piano; Reggie Workman, contrabbasso; Billy Higgins, batteria. Registrato il 28 dicembre 1973.



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5 commenti:

sergio pasquandrea ha detto...

ricordo la prima volta che sentii Waldron, in un festival che si svolge(va?) nelle cave di pietra di Apricena (FG).
dopo i primi cinque minuti, una signora dietro di me chiese al suo vicino: "ma questo suona solo mezza tastiera?"

Marco Bertoli ha detto...

A lui raramente ne serviva di più!

Alberto Forino ha detto...

Ma tornerà mai un periodo come gli anni 70?

Marco Bertoli ha detto...

Per il jazz, è difficile, mi sa. Eppure pensa che all'epoca (io ero ragazzino ma la seconda metà del decennio me la ricordo) era un piagnisteo continuo per la morte del jazz… beh, più o meno come sempre. Vista oggi sembra l'età dell'oro: i grandi vecchi non erano così vecchi ed erano in piena attività, i giovani erano in pieno vigore, c'erano almeno tre correnti stilistiche in pieno rigoglio – mainstream, fusion nel suo periodo fulgido, avanguardie di Chicago e NY; e fino al 1974 poteva capitare di sentire Duke Ellington!

Marco Bertoli ha detto...

Del resto, senza andare lontano, io stesso prima del 1980, senza muovermi da casa mia, sono riuscito a vedere Art Blakey, Bill Evans, Woody Shaw, Sun Ra, Chet Baker e perfino due musicisti quasi archeologici coe Billy Butterfield ed Eddie Miller… quando ci penso oggi mi sembra quasi impossibile.