Jazz nel pomeriggio

mercoledì 23 aprile 2014

East of the Sun (and West of the Moon) – Lady Bird – Crazy Rhythm (Bud Powell)

 Anche in un raro momento di almeno apparente serenità e «classicità» (le circostanze dei dischi di Bud, come la sua musica, hanno per lo più avuto un carattere di pericolo e di emergenza), Bud Powell infonde sempre le sue improvvisazioni con un carattere di urgenza che non ricordo pari in nessun altro musicista jazz.

 George Duvivier e Art Taylor sono stati – insieme a Pettiford e Clarke – i due accompagnatori migliori che Bud abbia avuto, pur sempre in un ambito che, più che al «piano trio» vero e proprio, pertiene all’assolo accompagnato.

 East of the Sun (and West of the Moon) (Bowman), da «Piano Interpretations by Bud Powell», [Norgran] CTI POCJ-2743. Bud Powell, piano; George Duvivier, contrabbasso; Art Taylor, batteria. Registrato il 27 aprile 1955.



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  Lady Bird (Dameron), id.



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  Crazy Rhythm (Meyer-Kahn-Caesar), id., registrato il 25 aprile 1955.



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3 commenti:

Marco Coppola ha detto...

Ho sempre pensato che Powell avesse ricevuto l' accompagnamento migliore da Russell o Brown, e da Roach(soprattutto da quest' ultimo, per via della sua carica innovativa e della sua frenesia ed incandescenza boppistica, che ben si legavano allo stile spezzato di Bud; ma anche perchè registrarono in un periodo d' oro per Bud). Ma se tu sostieni diversamente vuol dire che devo seriamente rivedere le mie opinioni riguardo ai trii di Powell. Pensi che le sue registrazioni post-53 siano equiparabili a quelle che vanno dal '49 al '51? sono davvero curioso ed impaziente di conoscere la tua autorevole e sapiente opinione. Permettimi una divagazione che poco inerisce a questo post. Sono rimasto molto colpito dalla tua idea di scrivere una collana di libri per ogni anno del jazz, idea esposta sul post del 14-01-2013 dedicato a due capolavori di J.J.Johnson del '49 (anno di grazia anche per Bud Powell!), post che ho commentato pochi giorni fa. Si concretizzerà questa favolosa ed audace idea? Le mie più vive congratulazioni per questo blog!!!

Marco Bertoli ha detto...

Ciao Marco; l'idea dei libri era una bizzarria della quale mi sono dimenticato un attimo dopo averla scritta – non che sia una cattiva idea, anzi, ma il momento non è il più propizio per l'editoria musicale… Il tuo entusiasmo, tuttavia, me la fa riconsiderare. Se ci saranno novità ti farò sapere.

Certo Curley Russell e Roach sono presenti in capolavori come il «Nighti in Tunisia» e soprattutto «Un Poco Loco», dove effettivamente, nella terza versione, l'accompagnamento sfasato di Roach è irripetivile. In generale trovo che Duvivier e Taylor siano gli accompagnatori più duttili e costanti, anche in dischi relativamente tardi come «The Scene Changes». Quanto a Bud, ripeto quello che ho scritto nel post: non era tanto interessato al «trio» come l'hanno concepito altri pianisti soprattutto dopo di lui – Jamal, Peterson, soprattutto Evans, naturalmente – perché credo poco si curasse di «interplay» ed equilibri complessivi. In un trio di Powell, c'è essenzialmente Powell e poi, in subordine, la batteria e il contrabbasso.

Grazie ancora delle tue belle parole.

Marco Coppola ha detto...

Come sempre ti sei dimostrato più che esaustivo. Ho sempre preferito le prime registrazioni perché mi sembravano più vive,più calde,più mozzafiato,insomma più vicine allo stile bop che ha contribuito a creare,rispetto alle ultime registrazioni che mi apparivano più spente,anche per l aggravarsi della malattia(forse). Ma le ascolterò con orecchio più vigile perché le tue osservazioni sono più che giustificate!! Colgo l occasione per scusarmi della gaffe sulla tua occupazione in cui sono incappato sul post di Jay Jay. Ho appreso solo dopo, essendo un neofita, di cosa ti occupi e questo conferma la tua inestimabile preparazione in materia. Leggerò al più presto la tua traduzione della biografia del Monaco,di cui sto diventando un estimatore.