Jazz nel pomeriggio

martedì 16 agosto 2011

Make Believe (Dave Holland)

  Ho la più grande ammirazione per Dave Holland, che fra l’altro ha un curriculum che nessun altro bassista vivente eguaglia, ma i complessi a suo nome degli ultimi vent’anni – per tacere della big band – non mi hanno mai persuaso appieno: impeccabili e nient’altro.

  Tuttavia, su un tempo lento-moderato, il suo quintetto azzecca un’allure estatica che, in una tarda nottata già quasi mattina di ex-ferragosto (scrivo alle 03:53 del 16 agosto) mi va quasi a genio. Be thankful for little mercies.

  Make Believe (Holland), da «Extended Play - Live at Birdland», ECM 1864. Steve Potter, sax alto; Robin Eubanks, trombone; Steve Nelson, vibrafono; Dave Holland, contrabbasso; Billy Kilson, batteria. Registrato nel novembre 2001.



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4 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

Io, per me, tolgo il "quasi", anche se è mezzogiorno. O forse proprio per questo.

Marco Bertoli ha detto...

Ciao Paolo! Ho qui una cosa per te e non riesco mai ad andare alle poste…

aL ha detto...

Come mai così severo ? Io lo vidi in quartetto tempo fa a Rovereto e devo dire che fu un concerto che non mi dispiacque affatto.
Poi certo sono consapevole di essere molto più facilmente impressionabile ;)

aL

Marco Bertoli ha detto...

Certo neanche a me le formazioni di Holland dispiacciono: sarebbe impossibile, visto che, per repertorio e formazione, sono congegnate apposta per piacere a tutti gli ascoltatori di buon gusto. Ma nelle composizioni astutamente orecchiabili, nel 'tiro' implacabile e inesorabile della ritmica, negli arrangiamenti scintillanti come gli assoli, vedo una superficie smaltata e dura che mi ricorda orchestre e arrangiatori bianchi degli anni Cinquanta: i quali, come ricorderai tu che sei un mio lettore affezionato, non entrano nel mio gusto (anche se Holland ha sempre l'accortezza, anche politica, di contornarsi di sidemen neri).