Jazz nel pomeriggio

mercoledì 24 febbraio 2016

Over The Rainbow (Keith Jarrett)

 Oggi voglio fare un milione di hit e non lasciare un solo ciglio asciutto; non ce n’erano quasi alla Scala, lo ricordo con uno strano imbarazzo, quella sera di oltre vent’anni fa. How time passes, avrebbe detto Don Ellis.

 Over The Rainbow (Harlen-Hipburg), da «La Scala», ECM 1640. Keith Jarrett, piano. Registrato al Teatro alla Scala di Milano il 13 febbraio 1995.

9 commenti:

Paolo il Lancianese ha detto...

Un mare in cui è dolce naufragare, scrisse Valentina anni fa quando mettesti a confronto questa versione con quelle di Milt Jackson-John Lewis e Django Bates. Tre mari e tre naufragi. Ma, visto che stiamo parlando di lacrime agli occhi (come le tue quella sera!), devo confessare che proprio Jarrett è quello che mi emoziona di meno perché mi succede sempre questo con lui, quando lo sento e più ancora se lo vedo: sono troppo concentrato a cercare di capire i suoi pensieri, il suo rovello creativo, e dunque scema (non so come dire), si annacqua la mia capacità emozionale. Insomma, mi distrae da me stesso. (Tutto ciò, lo capisco, non c'entra niente con la musica, meno che mai con un giudizio sul pianismo di Jarrett).

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Capisco che cosa intendi. Di quel concerto della Scala, infatti, io serbo memoria delle mie sensazioni e del pubblico intorno a me più che della musica, che ho risentito qualche anno dopo nel disco della ECM.

Alberto Forino ha detto...

Cioè, tu eri là?! La registrazione dell'intero concerto è magnifica. Io ho avuto i brividi anche quando ho visto la locandina appesa nel corridoio della Civica di Milano, immagino ad essere stati presenti!

Jazz nel pomeriggio ha detto...
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Jazz nel pomeriggio ha detto...

Eh sì, ero lì! L'unica occasione «storica» a cui abbia mai presenziato, credo proprio. Un bellissimo concerto, come avrai sentito dal disco, ma soprattutto un'atmosfera emotiva molto particolare.

Jazz nel pomeriggio ha detto...

(Comunque non ho fatto un milione di hit, anzi, questo risulta uno dei post più disertati del mese. Io non vi capisco mica più a voi).

loopdimare ha detto...

chiunque sappia suonare decentemente avendo tra le mani questa canzone (e dietro la mitica ombra di Judy Garland quando la cantava da vecchia alcolizzata) non può che fare centro, chi più chi meno. Jarrett può distrarre dal vivo su uno standard mentre invece è perfetto mentre improvviva cavalcando il piano.
Quanto a concerti suoi memorabii, uno ne ho in mente uno al teatro romano di Verona, prima che uscisse il Koeln Concert, appena dopo il suo primo cofanetto con i concerti di Brema e altro (non ho voglia di fare ricerche). Il posto era magico, una splendida notte d'estate, Jarrett e ancora giovane e non si dava ancora arie: serata indimenticabile.

Marco Bertoli ha detto...

on i concerti di Brema e altro (non ho voglia di fare ricerche)

Losanna

loopdimare ha detto...

grazie