Jazz nel pomeriggio

domenica 7 febbraio 2016

I’m Gonna Sit Right Down And Write Myself A Letter – My Valentine (Paul McCartney)

 Fats Waller e Paul McCartney sono due dei più grandi songwriter del XX secolo e qui, in una rara congiunzione, il secondo interpreta una famosa canzone del primo. My Valentine è invece una composizione di McCartney che sembra proprio una canzone degli anni Quaranta.

 Quasi settantenne all’epoca della registrazione, Paul ormai aveva un po’ la voce di sua zia (anche l’aspetto), ma il fraseggio, l’intonazione e tutto quanto sono quelli del grande ed enciclopedico musicista che è.

 Grazie a Luciana per il gradito e azzeccatissimo dono di questo disco.

 I’m Gonna Sit Right Down And Write Myself A Letter (Waller-Razaf), da «Kisses On The Bottom», Hear Music. Paul McCartney con Diana Krall, piano; Robert Hurst, contrabbasso; Karriem Riggins, batteria. Registrato nel marzo 2010.

 My Valentine (McCartney), ib. più Eric Clapton, chitarra solista; John Pizzarelli, chitarra; archi della London Symphony Orchestra.

12 commenti:

Paolo il Lancianese ha detto...

Nella canzone di Waller (ma è sua? anche sua? o di Fred E. Ahlert e Joe Young?) un po' la fa apposta, la voce di sua zia. Nella seconda sembra di più suo zio. E' però vero che l'aspetto è quello. Ed è verissimo che è un grande autore. E il disco, poi, è delizioso...

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Ah, tu dici, eh? Non ho neanche controllato, ero sicuro, ma ora sono sicuro che abbia ragione tu. Però lascio così, perché voglio mantenere la mia callida iunctura… :-)

loopdimare ha detto...

un po' adenoidico...

sergio pasquandrea ha detto...

beh, anche When I'm Sixty-Four potrebbe essere stata scritta negli anni Quaranta

sergio pasquandrea ha detto...

...per non parlare di Penny Lane.
(tanto che Lennon, se non ricordo male, diceva qualcosa come che "Paul scriveva le canzoni della zia").

sergio pasquandrea ha detto...

comunque: secondo te, quando Fats Waller cantava "Kisses on the bottom / I'll be glad I've got 'em", era cosciente del doppio senso ingenerato dalle dolciastre liriche di Ahlert e Young?
(secondo me, sì...).

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Ovvio che sì! :-)

Jazz nel pomeriggio ha detto...

Comunque hai ragione, McCartney si è sempre ispirato, ancora coi Beatles, non solo alla canzone classica americana ma anche alle canzoncine inglesi del 'music hall': Penny Lane, When I'm Sixty-Four, Maxwell's Silver Hammer e parecchie altre, e in uno dei primi dischi dei Beatles canta (molto bene) una dolciastra 'show tune' di quegli anni, Till There Was You, che come ricorderai ha suonato anche Rollins: lui col solito sarcasmo, però.

loopdimare ha detto...

Paul si è ispirato un po' a tutto: dalle ballate folk (Blackbird) al soul (Got to get into my life) alle canzonicine da tò elencate dal nostro anfitrione al musical più elegnte (secondo me Here, there & everywhere deve molto a Hey there da Pajama game). Yesterday è un po' Murolo, The long & winding road è bossa lounge e She's leaving home fa un po' operetta.

loopdimare ha detto...

canzonicine da tò = canzonicine da tè

Marco Bertoli ha detto...

Vero!

Marco Bertoli ha detto...

https://www.youtube.com/watch?v=1FpLgiuv9mU