Jazz nel pomeriggio

sabato 27 settembre 2014

Klactoveededstene – The Blessing (Ornette Coleman & Paul Bley)

  Ornette Coleman, come sanno anche i cocker, apparve al mondo con il disco «Something Else!!!», registrato a Los Angeles per la Contemporary nel febbraio del 1958 (qui se n’è sentito, ed è comunque di quei dischi che bisogna conoscere). Con lui erano già il diòscuro Don Cherry e Billy Higgins alla batteria, ma il quintetto era completato da due musicisti più o meno occasionali – Walter Norris e Don Payne – che con il saxofonista non avrebbero lavorato mai più.

 Nell’ottobre del medesimo 1958, vigilia dell’anno che avrebbe visto deflagrare con conseguenze enormi la musica di Ornette a New York e il suo primo depositarsi su due dischi Atlantic nella formazione del classico quartetto («The Shape of Jazz To Come» e «Change Of The Century»), Ornette suonò due sere all’Hillcrest Club di LA: ingaggio procurato da Paul Bley, che provvide anche a registrare il tutto, maldestramente quasi tagliandosi fuori dalla gamma dell’udibile negli accompagnamenti.
Sotto nome di Bley, infatti, queste registrazioni videro postumissima la luce.

 Per la presenza del pianoforte, strumento per molti anni estraneo alla sua concezione, la situazione fu ancora, diciamo così, «di compromesso» per Ornette, così come lo fu la presenza di diversi standard nel repertorio della serata; a risarcimento di ciò, in primo luogo, Paul Bley era assai più avanzato del Norris di «Something Else!!!», e più consonante con la sensibilità di Ornette; in secondo luogo, i mesi trascorsi da quella prima registrazione avevano conferito ai musicisti, e al leader prima che a tutti gli altri, una coscienza di sé, un agio e un’audacia che quel primo disco non poteva rappresentare, perché in febbraio ancora non c’erano.

 Klactoveededstene è il classico del bebop ascoltato pochissimi giorni fa da Harold Land, e comprende anche degli interludi in unisono dei fiati, nonché una lunga e astratta cadenza di Bley; The Blessing è una composizione di Ornette struggente e bluesy sentita per la prima volta in «Something Else!!!». In confronto a quanto si sente qui, otto mesi dopo, quella di «Something Else!!!» è musica perfino un po’ esangue, incerta. Non è poi una grande esagerazione quella di chi ha paragonato queste precarie registrazioni dell’Hillcrest alla registrazioni effettuate quasi vent’anni prima alla Minton’s Playhouse e alla Clarke Monroe’s Uptown House da Jerry Newman. Ciò che nel febbraio del 1958 era ancora un’intuizione, una forma vaga dietro uno spesso velo, quella sera di ottobre a Los Angeles si rivelò con l’abbagliante evidenza del roveto che arde e non brucia: il free jazz era arrivato sul pianeta Terra.

 Klactoveededstene (Parker), da «Live At the Hillcrest Club 1958», Inner City IC1007. Don Cherry, cornetta; Ornette Coleman, sax altro; Paul Bley, piano; Charlie Haden, contrabbasso; Billy Higgins, batteria.Registrato nell’ottobre del 1958.



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 The Blessing (Coleman), id.



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1 commento:

MJ ha detto...

Bley sosteneva di possedere ore su ore di registrazioni di questo gruppo (lo raccontò pure a me, una sera di vent'anni fa a cena con Jimmy Giuffre, la di lui moglie Juanita Odjenar e Steve Swallow). All'epoca non ero molto convinto ma ho poi scoperto che era vero, quando il pianista ha regalato tutti i suoi archivi a non so quale università canadese.