Jazz nel pomeriggio

venerdì 28 settembre 2012

Abstrusions (Stanley Cowell) (Max Roach)

 Stanley Cowell è fuori con un disco nuovo. Come M.G. ci aveva anticipato nei commenti qualche giorno fa, è un disco bello davvero, pari cioè allo standard molto alto di questo musicista. L’ascolto chiarisce bene una delle ragioni dell’ammirazione espressa per lui da Ahmad Jamal: come Jamal, Cowell è un pianista che agli altri meriti musicali aggiunge quello di un’esecuzione immacolata.

 Qui Stanley fa trio con due suoi giovani ex-studenti della Rutgers University e suona quasi tutte sue composizioni, alcune note fin da quando le faceva con il gruppo di Max Roach, negli anni Sessanta. Il CD prende titolo da un famoso pezzo di Roach dell’epoca (Cowell ne offre un’insolita versione sommessa), mentre la funkeggiante Abstrusions, di Cowell, è presente anche nel disco di Roach «Members, Don’t Git Weary» del 1968, già sentito su Jnp.

 Abstrusions (Cowell), da «It’s time», SteepleChase SCCD 31740. Stanley Cowell, piano; Tom Di Carlo, contrabbasso; Chris Brown, batteria. Registrato nel dicembre 2011.



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 Abstrusions, da «Members, Don’t Git Weary», Koch KOC-CD-8514. Charles Tolliver, tromba; Gary Bartz, sax alto; Stanley Cowell, piano; Jymie Merritt, contrabbasso; Max Roach, batteria. Registrato nel giugno 1968.



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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Esecuzione immacolata, è così. Ma in Cowell questo tratto apollineo non scade mai nel compiacimento accademico o nella routine esecutiva di tanti pianisti ipercolti iperseri ipergrigi ipernoiosi. C'è sempre tensione esplorativa, magari non deflagrante, non esibita, ma presente e tonificante. Cowell for president!
M.G.

Marco Bertoli ha detto...

Cowell for president!

e avrebbe anche partita facile

LC ha detto...

E' un peccato che il buon Stanley si sia rintanato per lunghi anni nel comodo ventre di vacca dell'accademia, perché si tratta – e non da oggi – di uno dei massimi pianisti in circolazione, oltre che di persona invero squisita. Il che non guasta.

Marco Bertoli ha detto...

Hai ragione, ma del resto è anche importante che l'accademia possa e voglia disporre di artisti del talento e dell'esperienza di Cowell. I due giovanotti che si ascoltano in questo disco, per esempio, mi sembrano già più che promettenti.