Jazz nel pomeriggio

giovedì 16 agosto 2012

Cat’s Cradle Conference Rag (Jaki Byard)

 Do per una volta ragione incondizionatamente alla Penguin’s, per cui questo disco  del 1968 di Jaki Byard (te ne ho già propinato un pezzo senza nessun successo, anzi) «non assomiglia a niente che abbiate mai ascoltato».

 Di quanto sia insolita la formazione, ho detto. Ma è la musica che lascia di stucco.

 Byard rende avvincente perfino il violino del vecchio e glorioso Ray Nance, di norma inascoltabile al di fuori del suo habitat ellingtoniano, associandolo al petulante violoncello pizzicato di Ron Carter, che regolarmente cala nell’intonazione, e alla ortodossa chitarra bop di George Benson. In questo pezzo dal titolo assurdo (cat’s cradle è un gioco infantile, non c'è traccia di rag e non ho idea a che conference si alluda), Byard sovrappone Take the A Train, nella cui versione originale Nance eseguiva il famoso assolo di tromba, a Jersey Bounce, che ha le stesse armonie, si produce in un ruspante assolo di vibrafono poi lascia in assolo i tre pizzicanti con esito sonicamente inaudito, infine alterna un suo assolo pianistico (in cui si sovrappone anche) a momenti di musique concrète.

 Una musica  psichedelica, liberissima, byardiana dalla prima all’ultima nota e godibile come poche altre dell’epoca.

 Cat’s Cradle Conference Rag (Byard), da «Jaki Byard With Strings!», Prestige PRCD-24246-2. Ray Nance, violino; Jaki Byard, piano & vibrafono; George Benson, chitarra; Ron Carter, violoncello; Richard Davis, contrabbasso; Alan Dawson, batteria. Registrato il 2 aprile 1968.



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2 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

A me, monkmingusiano, Byard piace molto - anche recentemente mi è capitato di risentirlo nel disco inciso con Roland Kirk e in quelli con Dolphy (ho comprato il cofanetto della Prestige, con 11 CD: un affarone). In questo "with strings" c'è però qualcosa che non mi quadra. Nel pezzo che hai postato qualche settimana fa (più che in questo di oggi) mi sembrava di aver anche intuito di cosa si tratta, ma mi sono vergognato a dirlo. Oggi invece te lo dico, a rischio del totale disdoro: non è il violino, non è il violoncello, non è il contrabbasso, non è la batteria. E' la chitarra di Benson. L'ho detto!!

Marco Bertoli ha detto...

Sì, ma il bello, la trovata, l'avanguardia è proprio nel mettere insieme tante cose che non si amalgamano, soprattutto la chitarra di Benson, così pulitina, che fa un contrasto addirittura comico in quel gran casino che gli succede tutto intorno.