Jazz nel pomeriggio

venerdì 25 maggio 2012

Prelude to a Kiss - Summertime (Horace Parlan)

 Anche in trio Horace Parlan, pianista diletto di molti saxofonisti, apprezzato anche da Mingus, si dimostra originale e sugoso. Nella strasentita ballad di Duke Ellington raggiunge subito il suo caratteristico equlibrio di funkyness e di eleganza e salda un certo  debito stilistico che ha proprio con il Duca – non la più ovvia delle ispirazioni per un pianista hard bop.

 In Summertime, dove l’enunciazione del tema è affidata all’arcata bella e profonda del grande George Tucker, Parlan è memore nell’accompagnamento della versione scritta da Gil Evans per Miles Davis. Dopo l’esposizione ad libitum, con Tucker fervido come un predicatore, segue un trattamento secco e tiratissimo, con un altro frammento di memoria dall’assolo di Miles in quella versione (al minuto 02:48).

 Prelude to a Kiss (Ellington), da «Headin’ South», Blue Note 9159. Horace Parlan, piano; George Tucker, contrabbasso; Al Harewood, batteria. Registrato il 4 dicembre 1960.



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 Summertime (G. - I. Gershwin), id.



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7 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

E' una delle più belle versioni di "Summertime", con Tucker che supera se stesso. E tu giustamente ce la fai sentire due volte :-)

Marco Bertoli ha detto...

È Blogspot che è un trabiccolo: se posto insieme due pezzi, poi torno a fare una correzione, il primo pezzo diventa il secondo.

Paolo Lancianese ha detto...

Sarebbe stato un peccato non poter ascoltare "Prelude to a Kiss" suonata da Parlan. Con lui - che ha collaborato con Mingus e con Roland Kirk - mi sento come a casa mia.

lillo ha detto...

è perchè lo stanno riassettando spero, anche io faccio fatica a caricare più foto alla volta. i pezzi sono splendidi... fra l'altro proprio oggi leggevo di un disco splendido che mi è venuta voglia di trovare, fatto da parlan con archie shepp, goin' home si chiama se non ricordo male. l'avete sentito, ne vale la pena?

Marco Bertoli ha detto...

Sì, è bello. Domani ne metto su qualcosa.

Luca Conti ha detto...

Il povero George Tucker era senz'altro destinato a diventare uno dei più importanti contrabbassisti del jazz moderno. Peccato che sia morto a soli 38 anni di emorragia cerebrale mentre stava suonando con Kenny Burrell.

LC

Marco Bertoli ha detto...

E come faceva bene in cose diversissime: questo con Parlan e To My Queen con Walt Dickerson.