Jazz nel pomeriggio

venerdì 18 maggio 2012

Bye Bye Blackbird (Ben Webster & Oscar Peterson)

 A questa canzone agrodolce io sono irragionevolmente affezionato (bisognerebbe leggerne i versi per capire, ma ancora non basterebbe) e credo che come la interpreta Ben Webster, con solo una nota ogni tanto ma pesante come un sospiro, non la interpreti nessuno. Anche Oscar Peterson e compagni spaccano, questo va detto.

 Bye Bye Blackbird (Henderson-Dixon), da «Ben Webster Meets Oscar Peterson», Verve 314 521 448-2. Ben Webster, sax tenore; Oscar Peterson, piano; Ray Brown, contrabbasso; Ed Thigpen, batteria. Registrato il 6 novembre 1959.



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6 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

E poi dice che non ho ragione io!
E' proprio quel "sospiro pesante" che lo rende diverso da tutti.

Anonimo ha detto...

“Che classe questa mattina!”, esordì l’uomo.
Le ci vollero alcuni istanti per capire che il commento era rivolto alla musica e non a chissà quale oscenità pronunciata da qualcuno levatosi rovescio.
“Sembra di stare nella lounge di un hotel a cinque stelle”, continuò l’esperto e concluse sentenziando “Carina…ma a me fa venire sonno”.
Ella non indossava tacchi abbastanza alti da giustificare il lancio della décolleté.
“Ben Webster e Oscar Peterson”, disse, lapidaria, e alzò il volume.

Valentina

Marco Bertoli ha detto...

Paolo: ma tu hai sempre ragione, per quanto mi riguarda.

Valentina: la vogliamo ufficializzare questa nuova rubrica di JnP, «Jazz in ufficio»?

Marco Bertoli ha detto...

Sottotitolo: Avventure jazzistiche di Valentina nel Terziario Avanzato.

LUIGI BICCO ha detto...

Questo è uno degli album più belli e sottovalutati della storia del jazz, poco da fare. Da citare tra i classici intramontabili.

Grazie per avermelo ricordato. Torno ad ascoltarlo tutto :)

Anonimo ha detto...

"Jazz in ufficio. Avventure jazzistiche di Valentina nel Terziario Avanzato"?
Naaaaa, chi ci crederebbe? :-)

Valentina