Jazz nel pomeriggio

sabato 14 settembre 2013

Blues Fantasy - Bossa Nova - Finale (Friedrich Gulda)

 Uno dei sommi interpreti pianistici novecenteschi di Beethoven e di Bach, Friedrich Gulda, viennese, ha, lungo quasi tutto il corso della sua carriera, praticato parallelamente anche il jazz, spesso integrando i due repertori nei suoi concerti; e l’ha fatto con dedizione, entusiasmo e assoluta serietà (beh, tranne che verso la fine, quando soleva farsi accompagnare in scena da due «cubiste»), non certo in spirito di vacanza, come certi suoi colleghi. I risultati non sono sempre stati eccelsi, ma interessanti spesso sì. Qui, dato l’anno (1970) e la strumentazione, virano al funky.

 In questo disco, un duo con il batterista Klaus Weiss, Gulda suona infatti – spesso simultaneamente al pianoforte, o sovrapponendovelo – anche l’electra piano, un ordigno fabbricato fra anni Sessanta e Ottanta dalla RMI in cui il suono, anziché essere generato da forchette o linguette metalliche, come nei più diffusi piani elettrici Rhodes, Wurlitzer e Hohner, era prodotto da transistor, come negli organi elettronici. In Bossa Nova, Gulda vi esegue la melodia, che, per essere di una bossa, è distintamente poco idiomatica; in Finale, la parte del basso, e poi, alternandosi, una chase con il pianoforte.

 Blues Fantasy (Gulda), da «It’s All One», MPS/Universal. Friedrich Gulda, piano e electra piano; Klaus Weiss, batteria. Registrato nel 1970.



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 Bossa Nova (Gulda), id.



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Finale (Gulda), id.



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2 commenti:

prospettive musicali ha detto...

Mi par di ricordare che anche Hancock e poi Corea abbiano usato l'Rmi in registrazioni con Miles Davis del 1968.
Ciao
Alessandro

MJ ha detto...

No, Hancock mai. Corea sì, su "Filles de Kilimanjaro".
Con Davis, Hancock ha suonato un Wurlitzer una sola volta, nel 1967, e poi ha sempre e solo suonato un Rhodes (aveva un contratto d'esclusiva).
Jarrett ha suonato un RMI con Davis al concerto all'isola di Wight nel 1970.
Horace Silver, invece, ha sempre e solo suonato un RMI, mai il Rhodes.