Jazz nel pomeriggio

lunedì 3 ottobre 2016

Skylark (Red Norvo)

 L’allodola (Alauda arvensis) è lunga circa 16-18 cm, ha un’apertura alare che può raggiungere i 36 cm e pesa circa 35-45 g. È caratterizzata da un piumaggio di colore marrone leggermente striato di nero nella parte superiore, più chiaro in quella inferiore, nonché da un piccolo ciuffo erettile che mostra solo se allarmata. In volo mostra una coda corta e larghe ali corte. La coda e la parte posteriore delle ali sono bordate di bianco. I sessi sono simili.
Il canto dell’allodola, lieve e armonioso, è stato fonte di ispirazione per numerosi poeti e letterati, a partire da Shakespeare, che definì questo uccello «messaggero del mattino». Caratteristico infatti è il suo insolito comportamento al sorgere del sole durante la primavera e l’estate, quando lo si può vedere spiccare il volo verticalmente, mentre inizia a cantare ininterottamente. Subito dopo, plana a terra nuovamente, per poi tornare verso il cielo intonando da capo il proprio canto…  [qui]

 Skylark (Carmichael-Mercer), da «Red Norvo Trio with Tal Farlow & Red Mitchell - Complete Recordings», American Jazz Classics 99039. Red Norvo, vibrafono; Tal Farlow, chitarra; Red Mitchell, contrabbasso. Registrato  il 16 ottobre 1952.

3 commenti:

Paolo il Lancianese ha detto...

Senza nulla togliere a Shakespeare, ovviamente, ma il canto dell'allodola ispira i poeti da molto prima. Nelle "albe" provenzali è l'allodola che annuncia agli amanti che è venuto il momento di separarsi. "Can vei la lauzeta mover / De joi sas alas contra.l rai, / Que s’oblid’ e.s laissa chazer / Per la doussor c’al cor li vai" ("Quando vedo l’allodoletta muovere / per la gioia le sue ali contro il sole, / che s’oblia e si lascia cadere / per la dolcezza che le giunge al cuore"). Bernart de Ventadorn. Da cui Dante, Paradiso, XX, 73-75: "Quale allodetta che ‘n aere si spazia / prima cantando, e poi tace contenta / de l’ultima dolcezza che la sazia". Poi vengono molti altri, compreso Mercer con Carmichael. E compreso un poeta a me carissimo che oggi quasi nessuno più ricorda: Bartolo Cattafi (1922-1979). "L'allodola ottobrina" è il titolo di uno dei suoi ultimi libri. Tutto questo ci fa preferire le allodole ai gabbiani, notoriamente amatissimi dai parolieri italiani.

Jazz nel pomeriggio ha detto...

:-)

loopdimare ha detto...

tanto di cappello per tutta la letteratura citata, ma a me va benissimo anche il testo di johnny Mercer