Jazz nel pomeriggio

sabato 16 aprile 2016

Dusk – Blue Serge (Duke Ellington)

 Back to basics! Duke Ellington nel 1940-41 con la c.d. Webster-Blanton band, la miglior compagine che abbia mai suonato del jazz. Dusk te la faccio sentire qui nella take 1, che rispetto alla più nota ha delle evidenti punteggiature di pianoforte (leggi pure che cosa Gunther Schuller ha scritto dell’Ellington pianista). Fa’ attenzione al chorus dei tromboni. Io credo che nessuno abbia mai scritto bene come il Duke per una sezione di tromboni, e mi lascia sempre di stucco il suono così ben fuso che sapeva ottenere da tre voci così individuali come Nanton, Brown e Tizol.

 Blue Serge è una stupenda composizione di Mercer, il figlio di Duke, con un assolo sensazionale di Harry Carney, il cui baritono, in evidenza particolare nel voicing dei sax, colora tutta l’esecuzione.

 Nelle prossime settimane sentiremo ancora da questa orchestra favolosa dei primissimi anni Quaranta; ne sento proprio il bisogno.

 Dusk (Ellington), da «Never No Lament: The Blanton-Webster Band», Bluebird 82876 50857 2. Wallace Jones, Cootie Williams, tromba; Rex Stewart, cornetta; Joe Nanton, Lawrence Brown, trombone; Juan Tizol, trombone a pistoni; Barney Bigard, clarinetto e sax tenore; Johnny Hodges, sax alto e clarinetto; Otto Hardwick, sax alto; Ben Webster, sax tenore; Harry Carney, sax baritono; Duke Ellington, piano; Fred Guy, chitarra; Jimmy Blanton, contrabbasso; Sonny Greer, batteria. Registrato il 28 maggio 1940.

 Blue Serge (Mercer Ellington), id. Registrato il 15 febbraio 1941.

4 commenti:

Paolo il Lancianese ha detto...

Non ci sono parole per descrivere la bellezza di questi tre CD. Anzi ci sono, ma io non le trovo. Semplicemente, mi delizio nell'ascolto...

Marco Bertoli ha detto...

Eh lo so. Si finisce per tornare sempre lì

loopdimare ha detto...

c'è un problema d'immagine che riguarda la discografia di Ellington: non ha un vero album magistrale da citare quando altri nominano Kind of blue o Love supreme.
Il meglio è stato inciso in un'epoca dove trionfava il 78 giri (chissà se i giovani sanno cos'è?) e le compilation sono altra cosa. Io di solito cito la Far east suite, ma non sono soddisfatto completamente.

Marco Bertoli ha detto...

Quello o Such Sweet Thunder, ma la produzione di Ellington è vastissima e molto varia. A me, benché lo conoscessi già prima, aprì gli occhi, nel 1978, un disco della RCA italiana («Lineatre», perché costava tremila lire) titolato "Duke Ellington in the 40s with Jimmy Blanton", un'antologia stupenda. Note di copertina di Franco Fayenz.