Jazz nel pomeriggio

martedì 23 ottobre 2012

Limehouse Blues (Bobby Hackett) - Jamie (Donald Byrd) - Lucille (Sonny Rollins)

 Oggi programma molto leggero, con una delle periodiche mie visite al Kitsch, che so molto apprezzate.

 Bobby Hackett appare in questo disco del 1958 con una sezione d’archi (nove violini, due viole, due violoncelli). Il Kitsch è in agguato, e titolo parla di blues with a kick, «con qualcosa in più»: non solo gli archi, ma anche alcuni oltranzismi armonici e timbrici che tuttavia non vanno più in là delle bizzarrie della coeva exotica.

 Limehouse Blues (Brahm-Furber), da «Blues With A Kick», Capitol. Bobby Hackett, cornetta; Dave McKenna, piano; Nicky Tagg, organo; John Giuffrida o Milt Hinton, contrabbasso; Joe Porcaro, batteria; Harry Breuer, Phil Kraus, vibrafono e percussioni. Archi arrangiati e diretti da Stan Applebaum. Registrato il 25 novembre 1958.



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 Donald Byrd nel 1971 cominciava ad applicare il suo talento mimetico a un jazz elettrico e funky (per una Blue Note che aveva già cominciato a non sapere bene che cosa fare);  non essendo Miles Davis, Byrd cade mani e piedi nel Kitsch, almeno in questa breve Jamie, malinconicamente basata su quel povero infelice del Canone in re di Pachelbel e in cui figurano, sprecati in pieno, Harold Land, Bobby Hutcherson e due dei Jazz Crusaders, Joe Sample e Wilton Felder (quest’ultimo non al sax ma al basso).

 Jamie (Byrd), da «Ethiopian Knights», Blue Note BST 84380. Donald Byrd, tromba; Thurman Green, trombone; Harold Land, sax tenore; Bobby Hutcherson, bibrafono; Joe Sample, organo; Bill Henderson III, piano elettrico. Don Peake, Greg Poree, chitarra; Wilton Felder, basso elettrico; Ed Greene, batteria; Bobbye Porter Hall, percussioni. Registrato il 25 agosto 1971.



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 Infine Sonny Rollins nel 1975, e apra bene le orecchie chi sostiene che Rollins avesse svaccato con «Horn Culture», che è di due anni prima. In realtà Sonny non vi suona male, anche se l’arrochimento della sua sonorità suona un po’ artificioso, ma le tastiere di sottofondo sono improponibili, così come la povertà di un temino ripetuto per cinque minuti che sembrano venti.

 Lucille (Rollins), da «Nucleus», [Milestone] OJC 25218-6620-2. Sonny Rollins, sax tenore; Raul De Souza, trombone, Bennie Maupin, sax tenore; George Duke, piano elettrico e sintetizzatore; David Amaro, Black Bird, chitarra; Chuck Rainey, basso elettrico; Eddie Moore, batteria; Mtume, percussioni. Registrato nel settembre 1975.



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3 commenti:

LC ha detto...

Il brano di Rollins è orribile al di là di ogni immaginazione, una delle cose più terrificanti mai incise dal Nostro (e ce ne sono). Quello di Donald Byrd ha comunque una sua certa dignità pseudo-Blaxploitation...

Bobby Hackett era un genio, come Billy Butterfield e Ruby Braff, quindi è fuori categoria.

Marco Bertoli ha detto...

Sono d'accordo su tutto ma soprattutto sulla genialità di quei tre, come tu che segui il mio blog sai bene. Ancora non ho postato mai niente di Butterfield, però.

Vero anche che la musica di Byrd, nella sua ansia di essere sempre à la page, ha anche nei casi più sciagurati una sua attendibilità, diciamo, sociologica.

Marco Bertoli ha detto...

(Avendo cancellato il post che annunciava un disservizio di Divshare, ho sventatamente cancellato anche un interessante commento del Lancianese - scusami, Paolo).