Jazz nel pomeriggio

mercoledì 17 ottobre 2012

Criss Cross (Steve Lacy)

 A dispetto della datazione alta, questo disco non rientra fra gli iuvenilia di Steve Lacy: si tratta del terzo microsolco a suo nome, dopo che era già comparso in dischi importanti di Gil Evans e di Cecil Taylor. Tuttavia il titolo fa intuire come l’idea di un saxofonista soprano «esclusivo» (Coltrane aveva cominciato a suonare il soprano solo quell’anno, ispirato proprio da Lacy) nel 1960 ancora dovesse suonare esotica.

 È in questo disco tuttavia che comincia a manifestarsi meglio una sua concezione dell’ensemble, intorno a una personalità solistica ormai, se non matura, bene distinta. Come sempre è un piacere particolare ascoltare Lacy interpretare una composizione di Monk. John Ore era all’epoca bassista nel quartetto di Monk; Roy Haynes dà in questo disco una prestazione brillantissima.

 Criss Cross (Monk), da «The Straight Horn of Steve Lacy», Candid CD 9007. Steve Lacy, sax soprano; Charles Davis, sax baritono; John Ore, contrabbasso; Roy Haynes, batteria. Registrato il 19 novembre 1960.



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3 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

"Dopo il concerto [in un giorno, appunto, del 1960], Coltrane mi pose una domanda per me ovvia: 'In che tonalità è il sax soprano?'. 'In si bemolle', gli risposi. Lui rimase stupito: non lo sapeva. Non sapeva che il soprano era nella stessa tonalità del suo strumento, il sax tenore, ma un'ottava più acuto. Capì subito che era lo strumento che ci voleva per lui. Cercava di andare più in alto, di andare sulla luna: con il tenore poteva salire fino in cielo ma non sulla luna! Per quello gli ci voleva il soprano". Bellissimo.
(L'intervista di Alberto Bazzurro a Steve Lacy, del 1988, è ristampata sull'ultimo numero di "Musica Jazz").

lillo ha detto...

bellissimo sì, il commento di lancianese e il pezzo suonato da lacy. tutta la mattinata ora ha un sapore lunare.

Alberto Forino ha detto...

Disco magnifico!