Jazz nel pomeriggio

venerdì 30 marzo 2012

Meeting on Termini’s Corner - Lament (Rahsaan Roland Kirk)

  L’ho già detto qui più di una volta, temo: sarebbe mia intenzione scrivere una volta o l'altra per te qualcosa su Rahsaan Roland Kirk, non un post di quattro righe ma una cosa più impegnativa. Ma poi, un po’ la mia pigrizia, un po’ il fatto che la sua musica sia così eloquente di per sé me ne distolgono. Comunque eccolo qui nel 1962 in un disco che lo trova in diverse formazioni molto agguerrite in cui si succedono al pianoforte Andrew Hill, Wynton Kelly e Herbie Hancock. Scelgo quella con Andrew Hill, perché Hill fornisce un bel contrasto espressivo a Kirk; poi perché lo si sente diverso rispetto ai suoi dischi di pochi anni dopo, più estroverso (e influenzato da McCoy Tyner); e infine perché sentire Hill come sideman è sempre una relativa rarità.

Meeting on Termini’s Corner (cioè al Five Spot dei fratelli Termini, non all’angolo della stazione centrale di Roma) ha una bellissima introduzione in contrappunto libero derivata tematicamente da On Green Dolphin Street, e prosegue con alcuni chorus sugli accordi della canzone di Kaper. Lament è la composizione di J. J. Johnson resa famosa da Miles Davis e Gil Evans in «Miles Ahead», qui proposta in un mood insolito. In Meeting, Kirk è al tenore, brevemente doppiato dallo stritch; in Lament suona il tenore e il manzello.

  Meeting on Termini’s Corner (Kirk), da «Domino», Verve. Rahsaan Roland Kirk, sax tenore, stritch; Andrew Hill, piano; Vernon Martin, contrabbasso; Henry Duncan, batteria. Registrato il 6 settembre 1962.



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  Lament (Johnson), id.



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4 commenti:

Paolo Lancianese ha detto...

La pigrizia giustifica tutto. Ma pigro certamente non è Alyn Shipton, autore di una "nuova" storia del jazz di oltre mille pagine, che nomina Kirk quattro volte ma non gli dedica praticamente neanche una riga (a Lateef succede di peggio, se è per questo). Come si spiega?

lillo ha detto...

ecco, questa delle omissioni è una cosa che mi affascina molto. notavo l'altro giorno che sulla storia del jazz di un "completista" com'è polillo viene ignorato del tutto ahamad jamal, che pure mi pare di capire ebbe grande influenza su miles. nemmeno un rigo col nome. manca anche grant green, e a bill evans si accenna appena (ma immagino che ciò succeda perché lui non lo riteneva personaggio "fondamentale"), però insomma mi chiedevo perchè di jamal nemmeno il nome...

ah, già che ci sono ne approfitto per farvi una domanda. mi sapete dire quando si colloca la registrazione di undercurrent di bill evans e jim hall? su alcuni testi ho letto nel 59, prima del trio con motian e la faro, su altri nel 62, subito dopo la morte di la faro, e non ho ci ancora capito nulla! so solo che la data cambia del tutto il senso del disco, non certo la sua bellezza...

Paolo Lancianese ha detto...

“Recorded at Sound Makers, New York City on April 24 (#3, 5 & 6) and May 14 1962 (all others)”. Così nel retro del Cd.

Marco Bertoli ha detto...

Lancianese: peccato, perché per il resto, e soprattutto per la parte relativa al jazz anteguerra, Shipton ha fatto un gran lavoro.

Tuttavia, per rispondere anche ad Antonio, in lavori di quella portats, Shipton o Polillo, è inevitabile tralasciare cose anche importanti.

Consiglio, se si sa un po' l'inglese, di ascoltare le trasmissioni di Shipton sul terzo canale della BBC (anche via web, c'è il link qui a fianco).